L’AQUILA – È stato fissato per martedì 28 febbraio l’interrogatorio di garanzia di Francesco Tuccia, militare di 20 anni originario dell’hinterland di Avellino arrestato con l’accusa di tentato omicidio e violenza sessuale in relazione all’inchiesta sullo stupro ai danni di una giovane studentessa di 20 anni di Tivoli (Roma) fuori una discoteca a Pizzoli (L’Aquila) nella notte tra l’11 e il 12 febbraio scorsi.
Il giovane, sospettato fin dalle prime ore, è stato arrestato dopo dieci giorni di indagine e ora si trova in una sezione speciale del carcere teramano di Castrogno.
“Era molto tranquillo”, ha raccontato Luigi Marronaro, titolare del Guernica al cui esterno si è svolta la vicenda.
Marronaro ha un ruolo importante perché per primo ha visto e portato al locale la ragazza, probabilmente salvandola dalla morte per assideramento, e per primo ha intercettato Tuccia, fermandolo finché non sono arrivati i carabinieri.
Intanto la giovane migliora dal punto di vista delle condizioni fisiche generali, mentre a causa della violenza e dei traumi subiti sarà necessario un nuovo intervento chirurgico.
“Difficilmente si riprenderà”, ha ammesso il procuratore capo Alfredo Rossini, svelando che nella violenza definita “efferata” è stato usato anche “un oggetto metallico”.
L’ARRESTO
Assistito dall’avvocato Alberico Villani del foro di Avellino, il giovane è finito in manette ieri dopo 12 giorni di indagini serrate, portate avanti dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila che lo hanno prelevato ieri mattina all’interno della caserma del 33° Reggimento di artiglieria terrestre “Acqui” dell’Aquila.
Da ieri il giovane militare, volontario in ferma breve, si trova nel carcere “Castrogno” a Teramo in cui si trova un’area dedicata ai detenuti per crimini a sfondo sessuale.
A inchiodare l’arrestato, che è stato sospeso cautelativamente dal servizio, le tracce di sangue trovate sulla camicia, su una mano e su un braccialetto.
Secondo i Ris di Roma il sangue è della giovane studentessa dell’università dell’Aquila.
Per gli investigatori non c’è stato rapporto sessuale nel senso tradizionale del termine, la violenza sessuale è stata praticata con efferatezza, utilizzando un corpo estraneo, mai ritrovato dai carabinieri, nonostante i ripetuti sopralluoghi dentro e fuori la discoteca.
Il ventenne ha sempre sostenuto che l’universitaria era consenziente.
La studentessa è ancora ricoverata in stato di shock nel reparto di Ginecologia dell’ospedale dell’Aquila.
Ad assistere all’interrogatorio di garanzia, tra l’altro, sarà il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella, che da poco si è occupato di un’altra vicenda delicata legata a un militare, Salvatore Parolisi, accusato di aver ucciso la moglie Carmela “Melania” Rea.
IL TITOLARE DEL LOCALE: ”TUCCIA ERA TRANQUILLO”
“Era tranquillo”, Francesco Tuccia, il militare irpino ventenne arrestato con l’accusa di tentato omicidio e violenza sessuale.
Tanto tranquillo che “non avrei pensato che fosse capace di una violenza così grave”.
Lo racconta Luigi Marronaro, titolare della discoteca Guernica di Pizzoli (L’Aquila), fuori dalla quale è avvenuto l’abuso, annunciando che il locale sarà riaperto domani.
“Dopo il grave fatto – spiega – abbiamo aumentato la sicurezza all’interno del locale e previsto un metronotte all’esterno. La discoteca è stata dissequestrata dopo i dieci giorni di chiusura stabilita dal questore su richiesta dei carabinieri”.
Marronaro afferma che “abbiamo deciso di riaprire perché, nonostante sia ancora scioccato da quanto accaduto, dobbiamo andare avanti, perché questo è il nostro lavoro”.
“A vedere il ragazzo, che abbiamo bloccato e che poi è rimasto tranquillo per tutta la notte fino alle 8 di mattina nella discoteca mentre i carabinieri facevano le indagini – riprende – non avrei pensato che fosse capace di una violenza così grave. A me ha detto ‘L’ho solo baciata e avuto un rapporto sessuale'”.
Il titolare della discoteca fu il primo a soccorrere e a salvare la vita alla studentessa trovata fuori dal locale svenuta e insanguinata in mezzo alla neve e con una temperatura di 10 gradi sotto zero.
“In trent’anni di attività – ricorda – al di là di scaramucce risolte con l’intervento degli addetti della sicurezza, non mi era mai successo nulla del genere. Ho avuto paura che la ragazza morisse”.
“Qualcuno mi ha detto che ho sbagliato a muoverla – conclude – ma non ci ho pensato un attimo a trasferirla all’interno perché altri cinque minuti lì fuori e avrebbe rischiato seriamente di morire. Nonostante avessi vestiti pesanti, non riuscivo a stare fuori”.
LA GIOVANE MIGLIORA, MA SERVE UN’ALTRA OPERAZIONE
Migliorano le condizioni fisiche generali della studentessa laziale violentata due settimane fa fuori da una discoteca di Pizzoli (L’Aquila).
Al miglioramento fa da contraltare il fatto che la vittima dell’abuso, nei prossimi giorni, dovrà essere sottoposta a un nuovo intervento chirurgico.
Ancora delicata, invece, la sua situazione psicologica.
ROSSINI: ”USATO STRUMENTO METALLICO, LEI NON SI RIMETTERA”’
“Nello stupro è stato utilizzato uno strumento metallico, di ferro”.
Lo ha detto al Tg regionale il procuratore capo della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, svelando alcuni dettagli dell’inchiesta per il caso di stupro fuori dalla discoteca Guernica di Pizzoli (L’Aquila).
Ieri l’arresto di Francesco Tuccia, militare di 21 anni originario dell’hinterland di Avellino, accusato di tentato omicidio e violenza sessuale nei confronti di una studentessa universitaria di 20 anni originaria di Tivoli (Roma).
Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei riguardi del soldato appartenente al 33° reggimento di artiglieria terrestre “Acqui” del capoluogo, si afferma che “non c’è stato rapporto sessuale nel senso tradizionale del termine”.
Al contrario, la violenza sessuale è stata praticata “con efferatezza” utilizzando appunto un corpo estraneo del quale il militare si sarebbe disfatto e fin qui mai ritrovato per l’abbondante presenza di neve.
Per Rossini “è un fatto gravissimo perché ci sono aspetti che senz’altro si collegano con il fatto sessuale ma specialmente c’e la violenza”.
“Secondo me – ha concluso il procuratore parlando della giovane – non avrà possibilità di rimettersi in sesto, certo la situazione lì è compromessa, profondamente compromessa”.
ARCIGAY: “COMPLIMENTI A FORZE DELL’ORDINE E MAGISTRATURA”
“Ribadendo la propria vicinanza, il proprio dolore e confermando il proprio sostegno e solidarietà per quanto accaduto alla povera ragazza universitaria originaria di Tivoli, l’Arcigay Massimo Consoli di L’Aquila esprime soddisfazione per l’arresto del militare ritenuto colpevole della violenza sessuale avvenuta la notte fra lo scorso 11 e 12 febbraio”.
Già nel precedente comunicato l’Arcigay aquilano si augurava per i responsabili “dell’ignobile atto”, oltre al reato evidentissimo di violenza sessuale, anche il reato di tentato omicidio.
“L’Arcigay L’Aquila – si legge nel comunicato – esprime i migliori complimenti al magistrato titolare dell’indagine, a tutti gli investigatori e alle forze dell’ordine della zona per aver lavorato con passione e determinazione a questo caso riuscendo in tempi brevi a risalire al probabile autore della vile e schifosa violenza e per il fatto che costoro non abbiano creduto neanche per un istante alla tesi fornita del ‘rapporto consensuale”.
“L’Arcigay si aspetta ora – conclude – una pena esemplare rivolta al colpevole, per i reati di violenza sessuale e tentato omicidio, facendo come sempre affidamento nella giustizia”.





