L’AQUILA – “Arresto per tentato omicidio? Anche se sono solo vent’anni che faccio questo lavoro la vedevo così”.

Lo afferma l’avvocato Enrico Maria Gallinaro, che assiste la giovane violentata fuori dalla discoteca di Pizzoli (L’Aquila) e che, parlando con AbruzzoWeb, aveva ipotizzato il possibile scenario di un’imputazione per tentato omicidio del giovane militare campano Francesco Tuccia, arrestato oggi.

“Noi siamo per l’accertamento della verità – commenta Gallinaro – una precondizione in modo che tutti rispondano per ciò che realmente hanno fatto e per fare in modo che la persona offesa abbia il giusto ristoro e risarcimento per il danno patito, anche se per certi danni non è mai abbastanza e questo tutti lo debbono tenere a mente. Certe cose modificano la vita di una persona per sempre”.

Secondo Gallinaro, l’arresto non è arrivato troppo tardi, ma “è il frutto di un’attività investigativa secondo me corretta e opportuna- Non va mai dimenticato – ricorda – che il titolare delle indagini è il pm e le scelte non possono essere sindacate finché non sono noti gli atti”.

“Da parte nostra – prosegue – la massima condivisione, lui sa quello che nessun altro sa. Pieno rispetto per le indagini e l’attività degli investigatori”, il plauso al sostituto procuratore David Mancini, che coordina l’inchiesta.

E sulle posizioni degli altri sospettati, “quando saranno a conoscenza delle parti gli atti processuali, a quel punto si potrà anche commentare. A oggi – conclude Gallinaro – non mi è dato di sapere nulla più di quanto è noto, lo dico da sempre”.