L’AQUILA – “L’Abruzzo è la regione più montuosa d’Italia, dopo la Val d’Aosta e il Trentino Alto Adige. Il 7O% del suo territorio è oltre i 6OO metri.Ha ben 3 parchi Nazionali , 1 Regionale, 20 Riserve Regionali tutte in montagna . Ha le principali cime dell’Appennino che sfiorano i 3 mila metri”.

A dichiararlo è il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla.
 
“E’ dunque paradossale che una nevicata debba provocare morti, feriti, sequestri di persona, interruzione dei collegamenti e dell’erogazione di servizi essenziali come l’acqua o la luce. Sembra di essere tornati all’antico isolamento degli Abruzzi di cui parlava Ignazio Silone”.

“La Regione ha compiti importanti nella Protezione Civile e deve aiutare i Comuni che non possono essere lasciati soli a fronteggiare l’emergenza, come è successo anche in questa occasione. Spiccano le vergognose situazioni delle ferrovie abruzzesi e dell’autostrada Roma Pescara e Roma L’Aquila Teramo”.

“Il sistema ferroviario abruzzese, nella più completa latitanza della Giunta Regionale, è ormai smantellato. Il poco che è rimasto, dopo la demolizione quasi totale del servizio, è affidato a treni vecchi, sporchi e inaffidabili che si rompono in condizioni normali, figuriamoci con una tormenta di neve. Il sequestro di centinaia di viaggiatori per decine di ore è una vergogna”.

“La Regione deve disdettare il contratto con Treni Italia rifiutandosi di continuare a pagare un servizio inesistente e indecoroso.
Così come è inaudito che per 2 giorni sia stata chiusa l’Autostrada che collega l’Abruzzo a Roma. Una Autostrada che si chiama paradossalmente dei Parchi Montani abruzzesi è assurdo che non sia in grado in grado di fronteggiare una nevicata o una slavina in poche ore, attraverso un piano di prevenzione che evidentemente non ha avuto efficacia, se esisteva”.

“La Regione deve alzare la voce, pretendere che il servizio sia efficiente, e per farlo deve essere in regola organizzando un serio sistema regionale di Protezione Civile fondato sulla prevenzione e sulla informazione. Costa molto più intervenire dopo le emergenze per riparare i danni, che non investire in prevenzione e informazione prima delle emergenze. In questo caso tutti sapevano che cosa sarebbe successo, ma non si è fatto  niente per organizzare al meglio  il servizio di protezione civile e soprattutto non sono stati informati i cittadini, i viaggiatori, i pendolari che sono stati lasciati allo sbando”.

“Come in altre occasioni dobbiamo ringraziare i volontari della Protezione Civile, delle Associazioni e tanti amministratori locali che in questi giorni si sono prodigati per limitare i danni e assistere i cittadini”.