CHIETI – Da oggi Antonio Tavani, vice presidente della Provincia di Chieti ed ex sindaco di Fara San Martino, è un uomo di Grande Sud.

Che le cose tra Tavani e il Popolo della libertà, il partito per il quale è stato eletto consigliere provinciale nel 2010, non andassero bene lo aveva rivelato lui stesso quando, durante le feste natalizie, sul suo profilo Facebook aveva lanciato dure accuse alla dirigenza del Pdl colpevole di voler azzittire il confronto interno.

Con il vice presidente si infoltisce la pattuglia del movimento di Gianfranco Miccichè in Provincia. Con lui anche i due consigliere provinciali, anche essi fuoriusciti dal Pdl, Fabrizio Montepara, ex sindaco di Orsogna e ora coordinatore provinciale Grande Sud, e Nicola Mincone ex sindaco di Miglianico e ora capogruppo consiliare del partito.

Montepara e Micone, nonostante l’importante peso specifico del gruppo per la maggioranza di centrodestra, avevano assicurato di non volere la poltrona da assessore provinciale, soprattutto dopo che il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, aveva defenestrato Silvio Tavoletta, passato dal Pdl a Futuro e libertà.

E così tra un assessore senza partito e un partito senza assessore si è trovata la quadra, sul terreno di una storia comune e uguali obiettivi, quelli di tre ex sindaci che nel partito in cui stavano non si sentivano adeguatamente presi in considerazione e con essi il loro territorio.

È iniziata perciò una comune battaglia proprio in nome del territorio che ha trovato piena accoglienza in seno al Grande Sud, come ha testimoniato la stessa coordinatrice regionale del partito, Barbara Mazzali, intervenuta in conferenza stampa.  

“Non abbiamo chiesto assessorati – ha confermato Montepara – non abbiamo chiesto incarichi, non abbiamo chiesto nulla, perché ci interessa solo fare buona politica. Un esempio è l’ordine del giorno che chiedeva di bloccare la legge regionale per la costruzione in area sismica, una iniziativa che ci ha dato ragione, visto che proprio oggi la Regione ha deciso di congelare la norma”.

“Nel nostro partito – ha detto Mincone – non ci possono essere cumuli di cariche, perciò sia io che Montepara non potevamo chiedere l’assessorato. Noi vogliamo solo lavorare per il territorio, senza neanche troppi clamori”.

Tavani ha comunque ringraziato personalmente i due consiglieri provinciali per questa posizione. Ad ascoltarlo in conferenza stampa sono arrivati anche diversi amministratori delle zone interne della provincia teatina, a partire dal sindaco di sindaco di Civitella Messer Raimondo, Paolo Di Guglielmo, e di Palombaro, Consuelo Di Martino. Entrambi, oltre a ribadire grande stima per Tavani, si sono definiti “osservatori attenti di questa nuova realtà politica” e del percorso di Tavani.

Le prime parole del vice presidente della Provincia sono state per il suo ex partito e, a sorpresa, sono state di ringraziamento: “Ringrazio il Pdl in cui ho militato per 11 anni. Anni in cui al partito ho dato tanto ma da cui ho anche ottenuto tanto. Il problema del Pdl è che è mancato il confronto, ha peccato di troppa autoreferenzialità, e per questi motivi si è dimenticato il territorio”.
 
Tavani ha dimostrato con queste parole di non voler andarsene sbattendo la porta, pur non rinunciando a sottolineare una serie di mancanze, di difetti e traguardi a suo dire non raggiunti. Ammette di lasciare “con dispiacere” la compagine umana e politica in cui ha militato per 11 anni e con cui ha raggiunto grandi risultati sia politici che amministrativi, ma aggiunge che secondo lui “il Pdl è un progetto che non è mai decollato e credo che continuerà a perdere pezzi”.

Bisognerà vedere, ora, dal punto di vista politico quali saranno le ricadute a livello di Giunta provinciale del passaggio di Tavani al Grande Sud. (ar.ia.)