L’AQUILA – “C’è qualcuno che cerca screditare in qualche modo questa azienda sanitaria. La vicenda, per carità, ha il suo fondamento. Però è una strana coincidenza che la polizia accorra in un posto, peraltro inagibile dell’ospedale, e casualmente televisioni e giornalisti si trovino già sul posto”.
È un sospetto solo accennato, ma comunque presente, quello che il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, nutre sulla vicenda del ritrovamento dei resti umani in un’area inagibile dell’ospedale San Salvatore, per cui è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abbandono di rifiuti insieme al capo tecnico di Anatomia Patologica.
Proprio in un’ala di questo reparto, in quella che è stata rinominata la “stanza degli incubi”, furono ritrovati dalla Mobile del capoluogo residui di organi in formalina, feti, medicine scadute e provette di sangue.
Dell’iscrizione nel registro degli indagati, disposta dal pm titolare dell’inchiesta, Roberta D’Avolio, Silveri dice di non saperne nulla. “Quello che so l’ho appreso dal giornale – spiega il manager della Asl – Credo comunque sia giusto che si facciano le indagini. Dal momento in cui è stato fatto un rapporto alla Procura, è normale che questa proceda con gli accertamenti. Quando verrà chiesto il mio parere sulla vicenda, lo dirò”.
Dietro questa tranquillità, Silveri non nasconde però un certo fastidio per quanto riportato dai giornali, che a suo dire andrebbe in contrasto con quanto emerso dall’indagine interna avviata dalla stessa azienda. “Nelle relazioni fatte dai miei uffici – rileva – e nello stesso verbale allegato dalla polizia, non c’è questo catastrofismo e questa enfatizzazione, presenti invece sui giornali”.
Come già precisato qualche tempo fa in una nota dell’azienda sanitaria, Silveri tiene a sottolineare che i “resti umani” ritrovati dalla polizia sono soltanto “recipienti sigillati, contenenti prelievi messi sotto formalina, alcuni reagenti e qualche farmaco scaduto. Per di più si trovavano in una zona della struttura resa inagibile dal terremoto, quindi chiusa e aperta solo per consentire i lavori di riparazione”.
A tal proposito, il direttore ha annunciato di aver disposto il trasferimento di quei materiali in un’altra stanza, al fine di consentire i lavori nel vecchio reparto di Anatomia Patologica.





