L’AQUILA – “Siamo stati contattati dal prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, la quale ha espresso solidarietà per le difficoltà che vive il nostro settore”.
Lo afferma Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo (Associazione di agricoltori e allevatori), che conferma la manifestazione prevista per domani a L’Aquila e aggiunge: “l’unica richiesta che ci è stata fatta è quella di diminuire il numero di trattori, che da 80 dovrebbero scendere a 20, per evitare intralci alla circolazione. Richiesta accordata per la sensibilità dimostrata dal prefetto”.
Gli allevatori si riuniranno domani alle 10 sotto il Palazzo di giustizia a Bazzano e tra le argomentazioni da sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica e del procuratore capo Alfredo Rossini, il presunto stop che avrebbe subito un’indagine condotta su scala nazionale dai carabinieri alle dipendenze funzionali del ministero delle Politiche agricole e forestali, attraverso la quale furono evidenziati e denunciati errori nell’algoritmo del database dell’anagrafe bovina nazionale, tanto che alcune mucche italiane risultavano avere 83 anni a fronte dei 15 di vita media.
Tra le motivazioni che hanno spinto gli allevatori a scendere in piazza, anche le scarse erogazioni ad allevatori e agricoltori dopo il sisma del 6 aprile 2009 e la grave situazione economica che interessa l’indotto del settore primario, dovuta anche alla creazione di corridoi per la diretta importazione di prodotti agricoli dal Nord Africa.
“Poi chiederemo lumi sull’accisa che grava sui costi del carburante alla pompa di benzina – riferisce Rossi – visto che a fronte del costo pari a 1,7 euro per un litro di gasolio, l’introito dello Stato è di circa il 52.31 per cento, tra accisa al 34.96 per cento e iva al 21 per cento”.
“Al produttore – conclude il presidente della Cospa – rimangono poco più di 67 centesimi al litro, ai quali vanno uleriormente sottratti 14 centesimi tra costi di trasporto alla pompa e margine del rivenditore”.






