PESCARA – Dopo mesi di silenzio, l’ultima polemica ci fu all’indomani della sconfitta del Pescara a Modena, quando il tecnico boemo puntò l’indice nei confronti di Viti di Campobasso, questo pomeriggio al centro sportivo Poggio degli Ulivi di Città Sant’Angelo (Pescara), Zdenek Zeman è tornato a polemizzare con la classe arbitrale.
Nel mirino dell’allenatore del Pescara la direzione di Tommasi di Bassano del Grappa (Vicenza) e del suo assistente Schenone, nella gara persa dai biancazzurri sabato scorso per 4-2 a Torino.
Al 91′ del match con i granata, Zeman preferì non rilasciare dichiarazioni.
Oggi a mente fredda è invece tornato a parlare della partita persa sabato scorso in Piemonte.
“Secondo il regolamento a Torino abbiamo vinto per 3-1, visto che il primo, il terzo e il quarto gol dei granata erano da annullare”.
“Sabato scorso ero arrabbiato – ha proseguito – E oggi sono più sicuro ancora di quello che pensavo a caldo tre giorni fa. A Torino arbitro e assistente hanno commesso errori decisivi ai fini del risultato e forse anche per la prossima gara, il riferimento è alle due ammonizioni a Gessa e Cascione che sono stati squalificati”.
Sul perché sabato all’Olimpico di Torino non abbia rilasciato dichiarazioni, Zeman ha risposto: “Ero amareggiato. Ma poco male perché non credo se ne sia accorto nessuno della mia assenza. Il Pescara non è né la Juve, né il Torino, né l’Inter”, ha concluso.
Lunedì prossimo 19 dicembre, i biancazzurri riceveranno all’Adriatico, nel posticipo di campionato, la Sampdoria.






