ROMA – “Sto bene e sto recuperando pian piano la mia normalità, ma dopo tutto quello che ho sofferto in quattro anni la mia vita è cambiata per sempre”.
Sono le prime parole di Raffaele Sollecito, davanti alle telecamere dopo la sua assoluzione per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. L’intervista andrà in onda stasera, alle 21.10, su Rete 4, nel corso della trasmissione Quarto grado.
Camicia bianca e maglione college a righe blu e verdi, Sollecito tradisce l’emozione solo alla fine, quando parla di Amanda Knox. Per il resto, nel corso della lunga intervista a Salvo Sottile, mantiene il sangue freddo e non manca di rispondere a dettagliate domande su alcune fasi del processo.
”Ho deciso di rompere il silenzio – dice – perche’ penso che, dopo quello che abbiamo patito io e Amanda, sia mio dovere denunciare le incongruenze, gli errori e tutto quello che non funziona in un sistema che tiene due innocenti in carcere per quattro anni”.
Per il ragazzo pugliese il suo è stato ”un caso unico al mondo” che ha ”avuto un interesse spasmodico su tutti i media”: per questo ”mi sento in dovere di evidenziare quella che e’ stata una grossa ingiustizia e un grosso sbaglio. Quello che desidero e’ che cio’ non si ripeta piu”’.
Sollecito riferisce di aver sentito, nel corso del processo, ”tante infamie” da parte di persone che ”non sono state oneste: ho sentito testimonianze inverosimili”.
La storia con Amanda Knox ”di fatto è finita”, ma Raffaele Sollecito continua a nutrire un forte affetto nei confronti della studentessa americana con lui assolta in secondo grado per l’omicidio di Meredith Kercher.
L’unico momento in cui il ragazzo pugliese tradisce un po’ di emozione, davanti alle telecamere, è quando parla di Amanda: ”le auguro tutta la gioia del mondo. La nostra è stata una esperienza allucinante e credo che questa situazione incredibile sia stata in lei amplificata”.”In questi quattro anni tra me e Amanda – precisa Sollecito – si è cementato un affetto intrinseco. Insieme siamo stati vittime di un’ingiustizia, di una tragedia immane che ci ha stravolti”.



