L’AQUILA – La scadenza della proroga per la restituzione delle tasse sospese per i residenti nel “cratere” sismico, agita la politica e il sindacato.
Lunedì il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha avuto un frenetico giro di incontri romani per cercare di spuntare un nuovo rinvio o una decurtazione del 60 per cento degli oneri dovuti, cercando sponda presso il ministero dell’Economia e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, l’abruzzese Gianni Letta.
Per scongiurare il pagamento delle prime 12 rate di rimborso (su 120), che dovrà avvenire cumulativamente entro la fine dell’anno, serve un decreto legge e una copertura finanziaria da circa 100 milioni di euro.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha chiamato a raccolta tutta la città per organizzare una manifestazione contro il mancato rinvio delle tasse.
“È una battaglia necessaria per la sopravvivenza economica del capoluogo”, ha scritto il primo cittadino in una nota.
Sulla vicenda sono pure intervenuti il deputato del Partito democratico Giovanni Lolli e il segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, che hanno invitato alla mobilitazione i cittadini aquilani e del “cratere”.
“È grave che il governo centrale, consapevole delle difficoltà che vive il nostro territorio, si riduca sempre agli sgoccioli per sanare una situazione che avrebbe richiesto misure dirette e la formulazione di una legge apposita – ha detto Giorgi – con tempi e modalità di restituzione dei tributi, nonché la parità di trattamento rispetto ai terremotati di Umbria e Marche. Un obiettivo che noi aquilani non dobbiamo perdere di vista”.
“È ormai chiaro a tutti – ha fatto eco Lolli – che le promesse e le rassicurazioni del commissario Chiodi e di molti esponenti della maggioranza di governo servivano solo a fermare le proteste dei cittadini che sono state, sino ad ora, l’unico strumento per ottenere le poche vittorie di questi anni”.
Toni meno drastici e più istituzionali da parte del coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone: “Sul problema dello slittamento del pagamento delle tasse è necessario un rapido incontro con i parlamentari abruzzesi di entrambi gli schieramenti, che sarà mia premura organizzare, per valutare un’azione comune sulla questione in vista della legge di stabilità prossima alla discussione”.
L’auspicio formulato da Chiodi a margine di un incontro con il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, infine, è che il decreto “venga fatto nelle prossime ore”.
L’Ugl, dal canto suo, lancia l’idea di uno sciopero generale, “considerata l’estrema gravità del momento che stanno vivendo L’Aquila e i comuni del ‘cratere'”.
Per il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, “il governo nazionale, sulla questione tasse, sta umiliando gli aquilani”.
La coordinatrice aquilana dell’Udc, Morena Pasqualone, invece si chiede: “Cosa altro deve aspettarsi la nostra martoriata città?”
CIALENTE: ”BATTAGLIA PER SALVARE L’AQUILA”
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha convocato per domani pomeriggio alle 16 una riunione a cui sono state invitate le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e la Camera di commercio al fine di organizzare la necessaria mobilitazione per protestare contro la decisione del Governo di non prorogare la restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile del 2009.
La manifestazione verrà organizzata per coinvolgere tutta la città.
“La battaglia decisa per il rinvio delle tasse – ha dichiarato Cialente – è necessaria per la sopravvivenza stessa dell’economia della città”.
“È oggettivamente impensabile che il cratere – sostiene – nel quale nulla è stato fatto per avviare la ricostruzione fisica e socio-economica, possa reggere all’impatto, che sarebbe poi un secondo terremoto”.
“La mobilitazione di tutte le coscienze della città – ha concluso il sindaco – è la battaglia per il futuro dell’Aquila”.
“Promesse, promesse e solo promesse da parte di Gianni Chiodi – ha commentato l’assessore della Giunta Stefania Pezzopane – Promesse che avevano l’unico obiettivo di disinnescare la necessaria e giusta mobilitazione degli aquilani”.
“Con le categorie produttive, le organizzazioni sindacali, ma anche con i parlamentari, i consiglieri regionali e le amministrazioni dei Comuni del cratere – prosegue la Pezzopane – sarà organizzata nelle prossime ore una mobilitazione, affinché dalle promesse mancate si passi ai fatti concreti”.
“Nessuno – conclude l’assessore – ha dimenticato che c’era stato assicurato un trattamento migliore di quello avuto dai cittadini di Umbria, Marche e Molise”.
LA NOTA DI PICCONE
“Sul problema dello slittamento del pagamento delle tasse all’interno della cosiddetta area del cratere sismico in Abruzzo è necessario un rapido incontro con i parlamentari abruzzesi di entrambi gli schieramenti, che sarà mia premura organizzare, per valutare un’azione comune sulla questione in vista della legge di stabilità prossima alla discussione”.
Lo afferma il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone.
“Tale iniziativa – aggiunge Piccone – è opportuna dopo un’attenta analisi fatta questa mattina con il commissario di governo alla ricostruzione nonché presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi”.
L’AUSPICIO DI CHIODI
Lo slittamento del pagamento delle tasse per le aree dell’Abruzzo colpite dal sisma “deve essere previsto da un decreto legge che finora non è stato messo a punto. Speriamo venga fatto nelle prossime ore”.
Lo ha detto, rispondendo a una domanda dei cronisti, il governatore dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, a margine di un incontro con il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto a Roma.
L’INVITO ALLA MOBILITAZIONE DI LOLLI
Dalle indiscrezioni di oggi sul maxiemendamento si apprende che ancora una volta non è stato previsto nulla per risolvere il problema delle tasse dei terremotati aquilani.
Nessuna proroga per l’avvio della restituzione, nessun intervento sulla percentuale da versare.
È ormai chiaro a tutti che le promesse e le rassicurazioni del commissario Chiodi e di molti esponenti della maggioranza di Governo servivano solo a fermare le proteste dei cittadini che sono state, sino ad ora, l’unico strumento per ottenere le poche vittorie di questi anni.
Da oggi tutti i cittadini aquilani daranno vita ad una mobilitazione per le difesa dei loro diritti, una mobilitazione unitaria, che non deve vedere alcun atteggiamento di parte perché gli obiettivi da raggiungere riguardano i diritti e la dignità di ogni cittadino.
LA PROTESTA DELLA CISL
“Aziende ed enti pubblici stanno preparando le buste paga con la decurtazione della prima delle dodici rate che, in assenza di provvedimenti del Governo, gli aquilani saranno chiamati a restituire entro dicembre prossimo. Mentre si attendono decisioni da Roma, (per ora il commissario Chiodi ha ricevuto da Letta solo parziali assicurazioni), si rischia che gli stipendi del mese di novembre siano ridotti. Una situazione pesante, ancor più grave a dicembre, quando dovranno essere restituite tutte le rate previste”.
Gianfranco Giorgi, segretario regionale Cisl invita alla mobilitazione.
“Già una settimana fa abbiamo lanciato l’allarme”, dice Giorgi, “prevedendo ciò che sarebbe accaduto alla scadenza del mese di ottobre. I tempi sono strettissimi e l’eventuale inserimento di una proroga per il rinvio delle tasse e dei tributi nel maxi-emendamento, comunque non garantirebbe la copertura per novembre. Dobbiamo evitare il peggio e, se necessario, attuare subito forme di lotta e mobilitazione civile, ma determinata. Sindacati e categorie produttive hanno detto con chiarezza, supportati dai dati, che il sistema economico locale non è in grado di far fronte alla restituzione delle tasse sospese nel post-terremoto: non sono in grado le famiglie, che si vedranno annullare la tredicesima e buona parte della retribuzione di dicembre. Neppure le imprese potranno sostenere una simile operazione, che andrà ad indebolire il già fragile mercato economico-occupazionale della nostra martoriata città”.
Giorgi prosegue: “È grave che il governo centrale, consapevole delle difficoltà che vive il nostro territorio, si riduca sempre agli sgoccioli per sanare una situazione che avrebbe richiesto misure dirette e la formulazione di una legge apposita, con tempi e modalità di restituzione dei tributi, nonché la parità di trattamento rispetto ai terremotati di Umbria e Marche. Un obiettivo che noi aquilani non dobbiamo perdere di vista”.
La Cisl è pronta a raccordarsi con tutte le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, gli enti e le realtà produttive del territorio per organizzare una grande manifestazione di protesta per richiamare il Governo ai propri doveri e sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale a quella che appare, a buon ragione, “un’emergenza sociale”.
L’UGL PROPONE SCIOPERO GENERALE
“L’Unione generale del lavoro provinciale, nel condividere l’appello lanciato dal Comune dell’Aquila e dalle altre forze sindacali e imprenditoriali del territorio, propone di organizzare una giornata di sciopero generale con relativa manifestazione di protesta”.
Lo annuncia una nota del sindacato.
“Questa mattina – dice la nota – sul problema tasse per i terremotati si è riunito il consiglio provinciale della Ugl, composto tra gli altri, dai 18 segretari provinciali delle varie categorie.
“Il consiglio ha valutato l’estrema gravità che c’è all’Aquila e negli altri comuni del cratere interessati alla restituzione delle tasse sospese a causa del sisma. La drammaticità del momento – aggiunge l’Ugl – resa ancora più grave dalla confusione di un governo che, per vari motivi, appare incapace di offrire qualsiasi certezza, impone a tutti l’adozione di forme di protesta e di mobilitazione forti e compatte”.
“Lo sciopero – sostiene il sindacato – garantirebbe una partecipazione totale della cittadinanza consentendo la presenza anche di coloro che, altrimenti, sarebbero impossibilitati a intervenire alla manifestazione perché impegnati sui posti di lavoro”.
“Facciamoci sentire!”, è la conclusione dell’Ugl.
PAOLUCCI (PD): ”IL CENTRODESTRA UMILIA GLI AQUILANI”
“In barba alle promesse di Gianni Chiodi, dei ministri e dei consiglieri regionali di maggioranza, L’Aquila e gli aquilani sono lontanissimi dai pensieri del governo e della destra italiana e ora rischiano un salasso sulle tredicesime con la restituzione delle tasse, piegando ancora di più l’economia cittadina”.
Lo dichiara il segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci.
“Tutti coloro che hanno rassicurato in questi mesi – afferma Paolucci in una nota – dovrebbero chiedere scusa per non aver fatto il proprio dovere di rappresentare gli aquilani ma di essersi fatti portavoce e complici di un governo inaffidabile”.
“Chiodi ora vada davanti agli aquilani a spiegare cosa è avvenuto – sottolinea Paolucci – e alzi la voce nei confronti del suo governo, se ne ha il coraggio e se ha a cuore davvero la sopravvivenza economica di questo territorio”.
“Noi come Partito democratico – conclude – unici a essere vigili fin dalla prima ora, ci mobilitiamo a ogni livello affinché agli aquilani venga riconosciuto il diritto di ricostruire la propria città con regole certe, trasparenza, onestà e con gli stessi diritti di altri cittadini italiani colpiti dai terremoti”.
LA NOTA DELL’UDC: ”COS’ALTRO DOBBIAMO ASPETTARCI?”
Cos’altro e quanto altro deve aspettarsi la nostra martoriata città?
L’attesa e la speranza di provvedimenti concreti lasciano spazio solo all’indignazione. A 31 mesi dal terremoto si lavora ancora in emergenza e gli unici dati che vengono in evidenza sono le ingiustizie compiute da più parti a danno dell’Aquila e degli aquilani e la poca chiarezza in merito alle richieste, agli stanziamenti e alle proroghe che hanno riguardato questo periodo.
Il governo regionale ha richiesto all’Unione europea l’istituzione per il cratere di una zona franca urbana che potesse risollevare l’economia della città, ma, solo oggi, si scopre che la documentazione inviata in Europa era insufficiente. In realtà, a dire del nostro governatore, i ritardi e l’eccessiva burocratizzazione sarebbero dovuti a fantomatiche ripercussioni, sull’approvazione di questo importante provvedimento, dei fragili equilibri internazionali e dell’appartenenza del vice presidente Joaquín Almunia alla stessa compagine di cui fanno parte i deputati italiani del Pd.
E poi c’è che tanto del denaro stanziato ha preso incomprensibilmente altre strade: e cito l’ultima, ma solo in ordine di tempo, strana storia, ossia quella che è emersa dall’inchiesta della trasmissione Report di domenica scorsa in cui si è appreso che gran parte dei fondi destinati alle scuole terremotate sarebbero stati dirottati su istituti che danni non ne hanno mai avuti.
E qui ci auguriamo che, chi ha preso le decisioni sulla rotta che i soldi dovevano seguire, si prenda anche la bega di rispondere del suo falso operato. Quella della proroga per la restituzione delle tasse è, tra tutte, forse la beffa peggiore, e ciò perché e innanzitutto, dopo quasi tre anni, si continua ancora a parlare di proroghe e nulla di definitivo e di certo viene mai stabilito, e ancora perché, mi permetto di ricordarlo a chi ha il potere di decidere sulle sorti economiche della nostra città, ed è indubbio che la questione delle tasse incide sulle stesse in maniera considerevole, la sospensione di una tassazione ha senso solo se, al termine della stessa, si preveda un rientro del dovuto non solo in maniera rateale, ma anche e con un affrancamento di buona parte dello stesso.
È sovrabbondante, in questa sede, poiché ripetuto fino alla nausea, ricordare poi che le stesse tragedie vanno trattate in egual misura.
Ma ci rassicura il fatto che il nostro governatore, per intercessione di Gianni Letta, sta “lavorando in queste ore” per chiedere a Berlusconi una ulteriore proroga.
In queste ore? E concludo così come ho iniziato: cos’altro c’è da aspettarsi?




