L’AQUILA – I giochi sono ancora tutti da definire, ma la sensazione è che il Pdl intenda ricorrere alle primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco attraverso una consultazione riservata esclusivamente agli iscritti dei partiti che vi prenderanno parte.

All’Aquila il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, ha premesso che se dipendesse da lui di primarie farebbe “volentieri a meno”, ma è stato chiaro: “primarie sì, ma con regole”.

E attualmente l’unica proposta per regolamentare la consultazione pre amministrativa è quella del disegno di legge firmato da Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello che aprono, appunto, l’ipotesi di primarie solamente agli iscritti.

Ipotesi che sembra piacere all’assessore regionale Gianfranco Giuliante. “Il Pdl avrà due fasi per le primarie: una interna, ovvero con i congressi, per determinare la nuova classe dirigente del partito. E una esterna, ossia attraverso le primarie, sulle quali penso ci sia la convergenza di tutti, anche alla luce di quanto affermato dal segretario nazionale, Angelino Alfano”, ha chiosato.

Lo strumento delle primarie, comunque, sarà utile, secondo il coordinatore regionale, Filippo Piccone, “non solo per individuare un candidato sindaco, ma per selezionare un’intera classe dirigente. I tempi sono cambiati – assicura – ed è arrivato il momento di attuare una politica fatta non dai partiti, ma dagli elettori”.

“Piuttosto – aggiunge Piccone – quelli che dovranno o potranno essere i candidati penso che dovrebbero spiegare alla città quale programma hanno per il futuro di questa terra”.

E poi ci sarà la fase congressuale, che entro dicembre dovrebbe terminare, ma che non necessariamente dovrebbe impedire lo svolgimento delle primarie che lo stesso Matteoli ha auspicato “veloci”, nel senso da svolgersi quanto prima.