L’AQUILA – Potrebbe essere quello di Giuseppe De Dominicis il nome reale che il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha in mente per la presidenza del Parco Gran Sasso-Laga.
Lo apprende AbruzzoWeb da fonti politiche esperte di cose dei parchi, e se confermata si tratterebbe di una mossa a sorpresa capace di spiazzare la classe politica cittadina, che sta convergendo bipartisan sul nome dell’attuale vice sindaco ed ex procuratore, Nicola Trifuoggi.
Da quasi un anno su incarico della presidenza del Consiglio, ‘Pino’ De Dominicis, 61 anni, originario di Bussi sul Tirino (Pescara), ricopre il ruolo di commissario straordinario per la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, l’area protetta nata nel 2001 ma non ancora partita ufficialmente per 14 anni.
Nella sua gestione sono stati fatti passi avanti, su tutti la proposta di perimetrazione a palazzo Chigi, ma di recente il suo operato è stato contestato da alcuni sindaci della zona, che hanno scritto al ministro Gian Luca Galletti, denunciando mosse troppo autoritarie e senza concertazione.
Lo spostamento nello scacchiere servirebbe al governatore a piazzare una bandierina nelle aree interne con un uomo di sua fiducia e, al tempo stesso, a liberare la casella del cosiddetto Parco dei Trabocchi per inserire un commissario di ancor maggiore sua fiducia.
Un decisionismo, quello dalfonsiano, già emerso con il vertice con Galletti cui ha proposto il nome dell’avvocato Tommaso Navarra, contabile del Parco: un’invasione di campo che ha destato le ire, tra gli altri, del sindaco, Massimo Cialente, e di uno dei leader dell’opposizione, Giorgio De Matteis, che hanno fatto fronte comune su Trifuoggi.
In caso di scavalcamento a destra con De Dominicis, il tono della polemica si alzerebbe di sicuro e il boccone da ingoiare particolarmente indigesto.
Prima di essere nominato commissario del Parco, De Dominicis ha ricoperto gli incarichi di presidente della Provincia di Pescara proprio dopo D’Alfonso, dal 1999 e per due mandati, fino al 2009.
Prima ancora è stato consigliere provinciale, assessore e vice presidente della Giunta.
Per anni è stato dirigente sempre all’interno del principale partito di sinistra o centrosinistra, dal Pci al Pds ai Ds fino al Pd.





