L’AQUILA – Il Consiglio regionale, convocato alle 11 ma cominciato intorno alle 16.30, ha approvato con 21 voti a favore e 5 astenuti, la legge “interventi a favore della Saga”, società che gestice l’Aeroporto d’Abruzzo a Pescara, che prevede un impegno finanziario di 7 milioni di euro.

Il provvedimento di ricapitalizzazione, molto atteso per le difficoltà economiche della Saga, è stato votato dalla maggioranza di centrosinistra con l’astensione del Movimento 5 stelle.

A favore hanno anche votato i due consiglieri di Forza Italia Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo: a tale proposito, il centrodestra si è spaccato, visto che sono usciti dall’aula i forzisti Gianni Chiodi e Paolo Gatti, oltre a Giorgio D’Ignazio del Nuovo centro destra e Mauro Di Dalmazio di Abruzzo futuro, mentre l’altro forzista Emilio Iampieri, pur essendo rimasto dentro, non ha votato.

L’assenza molto probabilmente è legata alle problematiche del provvedimento, già impugnato dal governo per tre volte, una dall’esecutivo Letta poco prima delle dimissioni, e bocciato dalla Corte Costituzionale ai tempi della precedente Giunta di centrodestra, presieduta proprio da Chiodi, perché l’Ue considera queste assegnazioni violazioni alla normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.

Da notare come il destino della Saga sia ormai divenuto una questione squisitamente regionale.

L’ente, infatti, nella recente ricapitalizzazione si è impadronito quasi per intero del capitale sociale della società, essendo l’unico che ha versato quattrini e ha così ridotto al lumicino la presenza nella compagine sociale del Comune di Pescara e degli altri enti pubblici, operazione che ha praticamente trasformato quello pescarese in un aeroporto pubblico.

Ma il consigliere azzurro Febbo minimizza sulla spaccatura nel centrodestra: “In un Consiglio che doveva cominciare alle 11, partito invece alle 17, può capitare che i colleghi abbiano degli impegni – glissa – Comunque abbiamo approvato la norma non essendo d’accordo con l’Europa”.

“Non a caso, abbiamo chiesto al presidente Luciano D’Alfonso di battersi con le altre regioni che hanno gli stessi problemi affinché la Ue torni sui propri passi”, conclude.