L’AQUILA – “Il Comune provvederà a recuperare i soldi dei morosi anche dai contributi privati per la ricostruzione delle loro abitazioni”.
Pugno duro del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, contro gli assegnatari di progetti C.a.s.e e Map, per nulla intenzionati a pagare bollette per consumi al metro quadrato e canoni di compartecipazione per servizi che definiscono “carenti o inesistenti”.
Una vicenda che prende le mosse dalla condanna della Corte dei conti per danno erariale, relativa alla gestione dei progetti C.a.s.e. e Map e in particolare ai mancati sfratti dei morosi, inflitta allo stesso sindaco, a due assessori, Fabio Pelini e Alfredo Moroni (quest’ultimo ex) e una dirigente del Comune, Patrizia Del Principe, per complessivi 150 mila euro.
Il primo cittadino durante una conferenza stampa questa mattina ha ribadito che “si recupereranno le somme in tutti i modi possibili consentiti dalla legge perché non è giusto che tutta la cittadinanza debba pagare per chi non vuole tirare fuori i soldi”.
“Possono venire anche a casa mia, ma la posizione del Comune è irremovibile”, ha aggiunto in relazione all’intenzione delle centinaia di assegnatari di occupare la sede del Consiglio comunale il prossimo 18 giugno.
A spiegare le modalità di decurtazione dei soldi di bollette e canoni dai contributi per la ricostruzione privata l’avvocato del Comune Domenico De Nardis: “Visto che in linea di principio il debitore risponde con tutti i propri beni delle obbligazioni che contrae, il Comune si è orientato ad operare mediante interventi di decurtazione sui contributi della ricostruzione spettanti ai singoli debitori”.
“Siamo consapevoli che si tratti di contributi destinati agli interventi post sisma – ha specificato De Nardis – ma tra gli interventi ci sono anche quelli per soddisfare i debiti contratti dalle persone colpite dal terremoto in relazione alle operazioni post emergenziali e di gestione anche successiva alla conclusione dell’emergenza. A a causa del sisma è stato costruito il Progetto Case e sono stati assegnati gli alloggi a chi è stato colpito dal terremoto, e se quest’ultimo contrae obbligazioni per la gestione di questi immobili, è giusto anche che i fondi di spettanza dei singoli debitori possano essere presi dall’amministrazione per pagare questi debiti”.
“Questo clima di ‘io non pago’ deve finire – ha sottolineato Cialente – Tutto è regolato da una legge dello Stato e da una delibera del Consiglio che è anche passata in Giunta. Non si può far pagare ad altri cittadini quello che spetta ad altri”.
Intanto, ha spiegato la dirigente del settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio Enrica De Paulis: “Da giugno 2014 fino a oggi abbiamo inviato 1900 solleciti di pagamento tra affitti e bollette, e centinaia e centinaia di ingiunzioni di pagamento”.
La scure sta per abbattersi sui morosi totali, “con l’invio di procedimenti di revoca degli alloggi – ha proseguito – Hanno dieci giorni di tempo per iniziare a mettersi in regola. Se non lo faranno entro 30 giorni scatterà lo sfratto”.
“Stiamo inoltre procedendo con un’analoga mandata di procedimenti per i morosi al 30 per cento che sono molti e stiamo partendo con lo stessa procedura per tutte quelli che non hanno pagato i consumi fino al 2013, pur avendo avuto la lettura dei consumi individuali – ha aggiunto la De Paulis – Per l’anno 2015 basterà non pagare tre rate di canoni per far partire gli sgomberi. Non guarderemo più in faccia a nessuno: chi paga resta, chi non paga va via”.






