AVEZZANO – È rivolta nella Marsica contro l’amministrazione regionale di Luciano D’Alfonso dopo che una recente delibera di Giunta, la numero 403 dello scorso 27 maggio, ha disposto il trasferimento in blocco degli uffici che si occupano di agricoltura a Pescara, chiudendo le sedi di Avezzano e della Marsica.

La rivolta è bipartisan, innescata da una nota polemica del consigliere di Forza Italia Emilio Iampieri e sostenuta da autorevoli esponenti della maggioranza: il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente della commissione Agricoltura, Lorenzo Berardinetti, e di quella Bilancio, Maurizio Di Nicola. Insorge anche Massimo Verrecchia del Nuovo centro destra.

Le richieste sono chiare: un incontro con il governatore, Luciano D’Alfonso, e l’assessore competente, Dino Pepe, e in generale il ritiro della delibera con la conseguente retromarcia che tenga le strutture più importanti nella Marsica.

LA DELIBERA

La delibera 403 contestata va a modificarne una precedente, la 339 del 5 maggio scorso, “così come risulta dagli allegati alla nota mail del 14.5.2015 del dipartimento Politiche dello sviluppo rurale e della pesca, che forma parte integrante e sostanziale del presente provvedimento”.

In un’email del 13 la dirigente del settore Risorse umane Eliana Di Marcantonio informava la direzione Agricoltura, e in copia il capo dipartimento Antonio Di Paolo e la direzione generale della Regione affidata a Cristina Gerardis, dell’assetto approvato il otto giorni prima.

Nella risposta, Di Paolo evidenziava la “necessità che l’organigramma allegato all’atto deliberativo già assunto e le connesse declaratoriesiano perfezionate in alcuni punti”, di qui il nuovo provvedimento della Giunta.

La riforma prevede un totale di 11 servizi e 42 uffici, la quasi totalità posizionati nella sede di Pescara.

Sono i servizi Politiche di rafforzamento della competitività in Agricoltura, Promozione delle filiere, Politiche per l’inclusione, lo sviluppo e l’attrattività delle aree rurali, Tutela degli ecosistemi agroambientali e forestali e promozione all’uso efficiente delle risorse (L’Aquila), Promozione della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, Presìdi tecnici di supporto al settore agricolo (Avezzano), servizio Territoriale per l’agricoltura Abruzzo Est (Teramo), Abruzzo Ovest (Avezzano), Abruzzo Sud (Chieti), Politiche di sostegno all’economia ittica, Affari dipartimentali. (alb.or.)

IAMPIERI E RANIERI: “RISOLUZIONE URGENTE CONTRO UN COLPO MORTALE PER L’AGRICOLTURA”

“Abbiamo presentato una risoluzione urgente con cui si il Consiglio Regionale impegna il Presidente della Regione, l’assessore all’agricoltura e la giunta regionale a ritirare con effetto immediato in autotutela la deliberazione in oggetto e a ridiscutere in Commissione agricoltura un nuovo e più partecipato progetto di riorganizzazione che sia coerente con le esigenze dei territori e con l’importanza che il settore agricolo riveste per alcuni territori e più in generale per la Regione Abruzzo”.

Il bellicoso annuncio arriva dai consiglieri regionali Iampieri dI Forza Italia e Gianluca Ranieri del Movimento 5 Stelle. 

“Il tempo dei comizi è finito -spiegano i due – è ora di dare risposte concrete e le risposte concrete si danno con fatti concreti, non con altri annunci puntualmente smentiti

“Un colpo mortale per l’agricoltura marsicana!”, aggiunge  Iampieri, definisce la delibera di Giunta regionale con cui D’Alfonso ha centralizzato tutti gli uffici  più importanti e i relativi servizi all’agricoltura trasferendoli in blocco a Pescara.

“Una ristrutturazione semplicemente assurda, come se la Capitaneria di Porto venisse trasferita ad Avezzano”, sbotta l’esponente forzista.

“Tutti gli uffici agricoli attivi ad Avezzano, non certo per generosa concessione di alcuno, ma per il semplice motivo della forte vocazione e soprattutto concentrazione delle attività agricole sul nostro territorio – fa notare – saranno spostati a Pescara, comprese le attività di istruttoria, sinora svolte in loco”.

Il che per Iampieri significa che “per venire a fare controlli, non soltanto ad Avezzano ma in ogni territorio in cui l’agricoltura è vivace, i funzionari regionali dovranno spostarsi da Pescara con un aumento dei costi esponenziale. Per non parlare dei pellegrinaggi a Pescara che gli agricoltori marsicani dovranno fare per portare avanti ogni pratica – ipotizza – dal certificato più insignificante alle autorizzazioni di routine per arrivare a quelle più articolate e complesse, perché gli uffici agricoli necessitano di un front office più diffuso possibile e non centralizzato, tanto più se si considera che l’Abruzzo è l’unica Regione che non ha un servizio informatico adeguato”.

“Se si volevano disincentivare gli agricoltori a fare il loro mestiere non si poteva adottare una delibera più efficace. Non si tratta di una battaglia di campanile – precisa Iampieri – perché a vivere lo stesso disagio saranno anche la Val Vibrata e il Vastese, così come ogni zona che ha una importante presenza di attività agricole e che si troverà a fronteggiare i disservizi e i ritardi che questa sciagurata ristrutturazione provocherà non appena dovesse entrare in vigore”.

“Mi auguro che i colleghi, i consiglieri marsicani di maggioranza e minoranza in particolare, si uniscano alla mia protesta e chiedano con fermezza il ritiro immediato della delibera in autotutela e una ridiscussione più attenta in commissione Agricoltura, esaminando con la dovuta attenzione le proposte delle associazioni di categoria, completamente ignorate”.

“Né si pensi – assicura Iampieri – che eventuali contentini, come lasciare gli uffici di ispettorati ormai svuotati di competenza o di caccia e pesca sportiva sul territorio, possano far tacere il nostro dissenso. L’agricoltura è il motore della Marsica e se qualcuno pensa di spegnerlo, si sbaglia di grosso”.

A tal proposito, infatti, annuncia il consigliere di Fi, “stiamo valutando la possibilità di rivolgerci ai competenti organismi europei, perché la legge europea impone una chiara e netta diversificazione dell’autonoma attività di controllo sull’uso dei fondi comunitari in agricoltura e accentrarla con tutti gli altri uffici è una forzatura inaccettabile”.

“Un ultimo pensiero – conclude Iampieri – voglio rivolgerlo alle professionalità che da anni hanno operato ad Avezzano, creando strutture efficienti e puntuali, la cui esperienza è stata mortificata con una delibera fondata sull’ignoranza, in senso letterale, delle dinamiche e delle esigenze del mondo agricolo”.

DI PANGRAZIO: “UNA SOLUZIONE INADEGUATA”

“La soluzione assunta dalla Giunta regionale per l’organizzazione dei servizi e degli Uffici di Avezzano del Dipartimento per le politiche Agricole della Regione Abruzzo, non è assolutamente adeguata al ruolo determinante che l’agricoltura della Marsica e del Fucino rivestono per l’intero Abruzzo”.

Lo sostiene il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, in merito alla recente adozione da parte della Giunta regionale della deliberazione di riorganizzazione del dipartimento per le Politiche agricole.

“La presenza ad Avezzano del ‘servizio territoriale per l’agricoltura Abruzzo Ovest’ con cinque uffici ai quali vengono sottratte le competenze strategiche del Piano di sviluppo rurale, tutte concentrate a Pescara, e del fantomatico ‘Servizio tecnico di supporto all’agricoltura’, con gli uffici dislocati a Cepagatti, penalizza fortemente il rapporto con le imprese e il mondo agricolo, che avevamo ascoltato con attenzione, raccomandando, con gli altri consiglieri regionali, al presidente D’Alfonso e all’assessore Pepe di tenere nel dovuto conto un comprensorio produttivo trainante per l’economia dell’intero Abruzzo”.

“Sarà mio impegno urgente e prioritario, con i Consiglieri regionali che vorranno sostenermi – conclude Di Pangrazio – chiedere un nuovo confronto al presidente D’Alfonso e all’assessore Pepe, al fine di trovare tutte le soluzioni riorganizzative utili a garantire la presenza negli uffici di Avezzano di un polo di servizi all’agricoltura altamente qualificato”.

BERARDINETTI E DI NICOLA: “SERVE INCONTRO CON D’ALFONSO”

“Per ottenere una urgente modifica della deliberazione della Giunta regionale sulla riorganizzazione del dipartimento per le Politiche agricole della Regione Abruzzo abbiamo chiesto che il presidente D’Alfonso e l’assessore Pepe partecipino a un incontro da tenersi ad Avezzano, alla presenza delle rappresentanze istituzionali, imprenditoriali e sindacali, per definire un progetto di riorganizzazione coerente con il valore di riferimento che hanno la Marsica e il Fucino per l’intero settore agricolo della Regione Abruzzo”.

È questa la posizione espressa dai consiglieri regionali di maggioranza Lorenzo Berardinetti, che è anche presidente della commissione consiliare Agricoltura, e Maurizio Di Nicola, in relazione alla riorganizzazione del dipartimento che ha creato un ridimensionamento funzionale e dei servizi resi alle imprese negli uffici regionali di Avezzano.

“La nostra proposta, pienamente condivisa con le organizzazioni agricole e le rappresentanze sindacali, è quella di mantenere, negli uffici di Palazzo Torlonia, tutte le funzioni strategiche relative al Piano di Sviluppo Rurale, rendendo un servizio sostanziale e necessario alle imprese ed all’Agricoltura della Marsica e del Fucino. Siamo certi – concludono i Consiglieri – che il Presidente D’Alfonso e l’Assessore Pepe raccoglieranno la nostra richiesta e l’incontro porterà a soluzioni condivise e positive per gli uffici di Avezzano in considerazione della forte vocazione agricola dell’area marsicana”.

VERRECCHIA (NCD), “NELLA MARSICA AGRICOLTORI TORNANO A PESCARE?”

“I consiglieri regionali di maggioranza della sinistra marsicana avevano garantito che sarebbero restati ad Avezzano i sette uffici nei due servizi rimasti all’Arssa e invece ne sono stati tagliati ben tre, proprio quelli più attinenti al territorio, con la conseguenza che molti dipendenti dovranno anche trasferirsi a L’Aquila o a Pescara”.

Lo afferma il coordinatore provinciale del Nuovo centro destra – Area Popolare, Massimo Verrecchia.

“Addirittura – continua Verrecchia – a uno dei quattro uffici rimasti ad Avezzano viene attribuita anche la competenza ‘Ittico sportiva’. Non capiamo, quindi, se la sinistra e il Pd trascurino volutamente gli agricoltori marsicani del Fucino o stimolino gli stessi a ritornare a pescare come quando prima c’era il lago”.

“Ma probabilmente quegli uffici che si libereranno potrebbero essere utili al sindaco di Avezzano per duplicare qualche ufficio comunale visto che ha già ricevuto ben 80 mila euro”, conclude.

FEBBO: ”RIORGANIZZAZIONE BARBARICA, UN DISASTRO”

“Nonostante le nostre sollecitazioni e le proteste dei mesi scorsi, quando abbiamo più volte sottolineato le enormi criticità di una riorganizzazione degli uffici dell’agricoltura “barbarica”, la Giunta regionale è andata avanti senza sentire ragioni. E oggi leggendo la  Delibera, consegnataci dopo le protesta e con un ritardo ingiustificato e inqualificabile, che sancisce il nuovo assetto del Dipartimento Politiche dello Sviluppo Rurale e della Pesca, possiamo dire che il disastro è servito”.

Così il Presidente della Commissione di Vigilanza Del Consiglio regionale, Mauro Febbo che spiega: “In primis va sottolineato che era stata approvata una Delibera il 5 maggio scorso (la n. 339) mai resa pubblica, un’offesa all’intero Consiglio regionale e un atto di arroganza senza precedenti, per una prima formulazione della struttura poi corretta in corsa, il 27 maggio con la DGR n.403, in seguito alle osservazioni di consiglieri di maggioranza, che avevano avuto la fortuna (eufemismo sic!) di conoscerne il contenuto”. 

“Il risultato però è assolutamente negativo e a dimostrazione delle enormi problematiche che emergono leggendo il documento, dobbiamo registrare le proteste di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale e in particolare di alcuni esponenti della maggioranza marsicani, come il Presidente Di Pangrazio il quale però farebbe bene a rispettare Regolamento e Statuto ma soprattutto a interessarsi di tutto il territorio regionale che viene colpito da questo sciagurato atto e non solo del suo territorio”, prosegue. 

“E’ evidente – sottolinea Febbo – che siamo di fronte a un pesante, ingiustificato è insensato accentramento su Pescara di molti uffici attivi sul Territorio, dimenticando o facendo finta di dimenticare che in Abruzzo ci sono oltre 66.000  aziende agricole. Si conferma quindi la strategia ormai consolidata di spostare in riva all’Adriatico, città tanto cara al Presidente, molti interessi vitali per la nostra regione (vedi la Sanità). Per l’agricoltura abruzzese, questo si traduce in numerosi disservizi ai danni non solo degli agricoltori (ripeto per l’Assessore Pepe che dopo un anno forse non ancora ne conosce il numero, ben 66.000) costretti a rivolgersi alle sede pescarese per tutte le attività riguardanti il Programma di Sviluppo Rurale ma anche dei professionisti e delle Organizzazioni Professionali  che per il tramite di Agea si occupano della gestione delle domande. La nuova struttura disegnata dalla Giunta D’Alfonso delegittima pesantemente il territorio, sminuendo realtà consolidate come la Marsica  o come la Val Vibrata, la Valle Peligna, l’alto e medio Sangro, il Vastese ecc. dove si registra un’importante presenza di aziende agricole. In quei territori da anni ci sono uffici decentrati  che assolvono ruoli fondamentali di presidio per il comparto agricolo che oggi invece verranno sott’utilizzati, se non chiusi, mentre gli imprenditori saranno costretti a tour di chilometri e chilometri per assolvere a piccole ma frequenti pratiche burocratiche. L’Assessore Pepe sa che oltre il 68 % delle nostre aziende agricole è condotto da ultra sessantacinquenni?”. 

“D’Alfonso e la sua Giunta – rimarca l’ex Assessore alle Politiche agricole – hanno vanificato quanto di buono fatto negli anni di amministrazione del centrodestra e con il provvedimento adottato otterranno un unico obiettivo: la disorganizzazione. Forse non sarà semplice spiegare ai cittadini di Pescara, che per i procedimenti autorizzatori dovranno rivolgersi all’ufficio di Penne per poi vedersi firmare il documento dal Dirigente di Teramo o magari dire al cittadino di Sulmona o Castel di Sangro che le sue autorizzazioni vengono firmate ad Avezzano mentre per Teramo sarà deputato l’ufficio di Nereto; da Chieti invece bisognerà rivolgersi a Lanciano o a Vasto. E quando si parla di autorizzazioni, ci si riferisce anche a quelle per i vincoli idrogeologici, agli attestati di Imprenditore Agricolo o ai tagli boschivi. Per avere un’idea, solo per il settore forestale si parla di oltre 9.000 procedimenti annui”.

“Mi chiedo se siano queste le modalità attraverso le quali il governo regionale di centrosinistra vuole rafforzare il ruolo del settore primario, fondamentale per la nostra economia, anche in virtù dell’importante dotazione finanziaria di cui beneficerà l’Abruzzo per i prossimi anni (fino al 2020), vale a dire 432 milioni di euro nell’ambito del Psr, è bene sottolineare inoltre  – conclude Febbo- che con questo provvedimento di Giunta si viola quanto stabilito della normativa regionale in materia, cioè che la ristrutturazione debba passare prima dall’esame di 2 Commissioni (cosa che non è avvenuta). Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Di Pangrazio e quindi chiederne la sospensione e il riesame!!!!  Ma questo lo faremo noi, magari aiutati da diversi consiglieri di maggioranza perché questo provvedimento è bocciato non solo dall’intera opposizione ma dalla stessa maggioranza. Mi auguro che le Organizzazioni Professionali si oppongano a questo misfatto e finalmente diano un segnale al mondo agricolo”.