TERAMO – “È necessario portarsi mentalmente il lavoro a casa poiché spesso le soluzioni ai problemi arrivano proprio quando si è sganciati dal contesto lavorativo. Le intuizioni migliori nascono così. Serve una dedizione del genere a un dirigente della pubblica amministrazione”.

Continua la linea dura, anzi, durissima, del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nei confronti dei malcapitati dipendenti pubblici della sua amministrazione, attuata, d’altronde, anche con gli assessori, come quando ha convocato una Giunta durante la partita dell’Italia dei Mondiali 2014, alla stregua di uno spietato megadirettore fantozziano.

Affiancato dall’assessori al Personale Silvio Paolucci e dal direttore generale dell’ente, Cristina Gerardis, D’Alfonso ha convocato i vertici amministrativi della struttura regionale, capi dipartimento e dirigenti in un ristorante di Mosciano Sant’Angelo (Teramo) per una riflessione a 360  gradi sui quasi 12 mesi di governo già trascorsi e sui quasi 50 ancora da passare.

Il presidente della Giunta ha riproposto “il tema degli arretrati o precedenti amministrativi che devono far parte del costituito lavorativo di una Regione. In questo – ha continuato – ci aiuterà anche la tecnologia, ma una cosa è certa: ricostruire chi fa cosa negli ospedali così come negli uffici amministrativi in termini di atti e di procedure sarebbe una rivoluzione e ci farebbe guadagnare anche l’affettuosità del cittadino”.

Secondo D’Alfonso, “il punto di intesa al quale bisognerà approdare resta, pertanto, la precisazione degli obiettivi poiché, stabiliti questi, sarà possibile immaginare che ciascuno si muova e si organizzi in piena autonomia per il loro raggiungimento”.

Il governatore ha poi messo l’accento sulla “importanza di capire quale sia la strutturazione tra l’obiettivo di natura politca, quello di natura dipartimentale, l’obiettivo di natura dirigenziale e poi l’efficacia del lavoro della struttura sottostante. Giuliano Amato diceva che nell’alta amministrazione quasi si compiegano dimensione politica e dimensione realizzativa. Per questo – ha promesso – cerchiamo di rendere questo incontro un momento di lavoro di alta amministrazione”.

“Sono mosso da una grande ambizione da riversare, però, non solo in un’urna. Vorrei, invece, poter raccontare che questi 5 anni hanno davvero cambiato il corso delle cose”, ha confessato D’Alfonso parlando con il suo personale.

“Oggi – ha sottolineato – tra cose che funzionano e criticità, darei un 7 alla Regione Abruzzo. Perché si passi ad un bel 9 come valutazione, lasciando il 10 alla virtuosa Baviera – ha proseguito – bisognerà ragionare per obiettivi. Un esempio? Mi piacerebbe che il prossimo dirigente del settore Patrimonio della Regione fosse in grado di proporre un’idea di utilizzo delle strutture di proprietà”.

In questo modo, secondo il presidente, “si eviterebbe che una struttura del niente come quella che sorge a Salvaiezzi di Chieti, costata la bellezza di 10 miliardi di lire, rimanesse inutilizzata per anni nel più completo degrado”.

In merito, poi, al cospicuo plafond di risorse, pari a circa 1 miliardo 728 milioni di euro, a disposizione della Regione Abruzzo per lo sviluppo e la crescita, il presidente della Giunta ha chiaramente invitato capi dipartimento e dirigenti a “evitare atteggiamenti da ‘Alfredino nel pozzo’ che si aiuta con i gomiti per uscire fuori ma non va avanti. Inoltre – ha aggiunto – vorrei che venisse cancellata, una volta per tutte, la stagione dei progetti sponda”.

“Quello che serve è, invece, un approccio adulto sia rispetto all’impiego delle risorse che riguardo alla definizione degli obiettivi”, ha incalzato.

A tal proposito, D’Alfonso ha snocciolato una serie di priorità da affrontare e di “risultati pilastro” da centrare da qui alla fine della legislatura.

“Si tratta di risorse importanti sia per l’agricoltura che per il nuovo Fas (fondo aree sottoutilizzate, ndr) e per il Por (programma operativo regionale, ndr) – ha ricordato il capo del’Esecutivo – ma sono a disposizione fondi cospicui anche l’agenda digitale e l’edilizia sanitaria”.

“Allora – ha rilanciato – vi invito a giocare d’anticipo stimolando in una sorta di combattimento di idee anche associazioni, imprenditori, amministrazioni comunali ma dobbiamo partire prima per fare in modo che ci sia sempre combinazione ideale di tempi con le procedure”.