CHIETI – I vigili urbani a organizzare il traffico all’entrata del capannone 2 della Walter Tosto Serbatoi in via Piaggio a Chieti Scalo: è il primo segnale che fa capire che Umberto Di Primio ha voluto fare le cose in grande per la presentazione delle liste a supporto della candidatura. 

Ha scelto un capannone industriale da riempire, ha invitato i big di partito e, come nella migliore tradizione democristiana, ha portato pure i panini alla porchetta.

La scelta del capannone della Wts si spiega con la volontà di ripartire dal lavoro, come il sindaco ha detto dal palco. Wts è una eccellenza teatina e per Di Primio è il simbolo di “chi non si piange addosso davanti alla crisi”. 

Il capannone è stato affollato da quasi 1.500 persone. In prima fila spiccavano sindaci e amministratori di centrodestra, oltre ai responsabili di partito. 

C’erano il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano e i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri (assente l’onorevole Fabrizio Di Stefano, impegnato fuori regione per motivi personali), per il Nuovo centrodestra è arrivata, invece, l’onorevole Federica Chiavaroli, accompagnata dal responsabile cittadino Stefano Di Renzo, per Fratelli d’Italia c’era il coordinatore cittadino e consigliere uscente, che però non si ricandida, Marcello Michetti, per l’Unione di centro, infine, c’erano il responsabile regionale, l’ex presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, e quello cittadino, l’ex sindaco Andrea Buracchio.

Ad aprire gli interventi sono stati i due responsabili dell’Udc, Buracchio e Di Giuseppantonio. Poi hanno preso la parola il consigliere uscente Achille Cavallo e il docente della “d’Annunzio” Antonello Canzano, rappresentanti delle due liste civiche “Identità teatina” e “Noi domani”. Michetti e l’ex direttore generale della “d’Annunzio”, ora membro del cda del Marrucino, Marco Napoleone, hanno invece parlato per Fratelli D’Italia e “Alleanza per Di Primio”, che insieme formano la lista civica “Teate insieme”. 

A seguire sono saliti sul palco Febbo e Pagano. Messe da parte le questioni sulle nomine nel partito, a scaldare la platea è stato il consigliere regionale forzista. Dure le accuse contro l’ex consigliere comunale Domenico Di Fabrizio, seppur mai nominato direttamente. 

A Pagano, invece, Febbo ha dedicato una battuta: “E se non mi porti Berlusconi a Chieti me lo segno”, gli ha detto in tono fintamente minaccioso. 

Hanno poi parlato l’onorevole Chiavaroli e Di Renzo. La chiusura è stata ovviamente per Di Primio. 

Tema polemico principale quello dei “traditori”, ovvero di quei diversi consiglieri comunali che hanno deciso di passare dall’altra parte. La lista è lunga. Lo era, però, anche cinque anni fa, quando vinse Di Primio.

Di Primio ha fatto anche un po’ di autocritica: “Non mi farò più tirare la giacca e non starò più zitto come ho fatto in questi cinque anni. Silenzi che sono pesati. Per fortuna, chi ha pietito un piatto di lenticchie per votare un bilancio ora sta dall’altra parte”.

La parte polemica è continuata con un solo obiettivo in mente: il candidato del centrosinsitra Luigi Febo, il cui nome non è stato mai pronunciato da nessuno sul palco, si è sempre detto, per riferirsi a lui, “quello che ha una b in meno nel cognome” rispetto a Febbo. 

Infine il sindaco ha esposto quanto fatto nei suoi primi 5 anni, partendo dalla pesante eredità trovata, “fatta di 30milioni di debiti”, e dalle difficoltà riscontrate: “non è stato facile governare con i debiti ereditati e con un Governo centrale che ha effettuato il 96% in meno di trasferimenti al Comune”. (ar.ia.)