L’AQUILA – “Non eravamo a Milano all’inaugurazione di Casa Abruzzo, perché eravamo impegnati e viaggiare costa, e non ci saremo neanche il 2 maggio all’inaugurazione dell’Expo, perché qui all’Aquila si inaugura la basilica di San Bernardino”.

L’Expo può attendere, spiega ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, poichè l’attività politica aquilana concede pochissimo tempo, e per la concomitanza dei tagli dei nastri tra L’Aquila e Milano.

L’assenza di una rappresentanza istituzionale del capoluogo abruzzese si era notata ieri a palazzo Giureconsulti, alla presentazione di Casa Abruzzo, nel cuore di Brera. 

A fianco al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e al sottosegretario alla Presidenza con delega all’Expo, Camillo D’Alessandro, c’era solo il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini e nessuno dal capoluogo di Regione.

Alla presentazione hanno partecipato oltre 40 giornalisti di prestigiose testate nazionali di settore, una vetrina importante a livello turistico e promozionale.

Cialente, però, minimizza, e assicura che non è necessaria la presenza fisica, anche perché “viaggiare troppo a spese dei contribuenti non è corretto”.

Basterà la presenza dei prodotti tipici del cratere sismico che saranno offerti in degustazione al padiglione uno, e della Bolla del perdono di Celestino V, por la quale ribadisce Cialente, “stiamo definendo la sua collocazione nel Padiglione Italia, tra le opere più importanti del Paese”. Filippo Tronca