ROMA – “È una vera e propria strage quella provocata ogni anno dalle reazioni avverse ai farmaci (Adverse Drugs Reactions, ADRs), le cui principali vittime sono gli anziani, maggiori fruitori di terapie farmacologiche”.

A denunciarlo è il centro studi Sic (Sanità in cifre) di FederAnziani, che ha passato al setaccio 95 studi pubblicati negli Usa e che, comparando i numeri americani sia demografici che economici con la popolazione e i costi sanitari italiani, fanno emergere delle cifre terrificanti.

Il bilancio, spiega l’associazione, “porta alla triste e tragica strage di circa 40.000 morti l’anno, senza che nessuno paghi per questo. Inoltre costano un surplus di 1.752.000 giornate di degenza, di 3,4 milioni di visite in pronto soccorso, e lo stratosferico numero di accessi di 23 milioni di prestazioni medico-sanitarie non necessarie, e come ciliegina sulla torta 630.000 giorni di prolungamento del tempo di degenza che potevano essere evitati, che portano, sempre secondo il rapporto demografia e costi tra Italia e America, ad una stima di 10 miliardi di euro di costo in piuù alla collettività”.

Ciò che più preoccupa il centro studi di Federanziani “è il fatto che le Adrs rappresentano la quarta causa di morte negli Usa e, pur postasi la domanda: ‘Ma in Italia?’, non ha trovato nessuna risposta, e, pur domandando ad esperti, si è trovata la desolante dichiarazione: ‘non abbiamo studi approfonditi in materia’”.

FederAnziani ha proposto all’Aifa di poter ottenere un modulo, preparato dall’Agenzia del farmaco, da poter far compilare a tutti i suoi iscritti segnalando cosi’ eventuali reazioni avverse, “poiche’ per pigrizia, mancanza di tempo e volontà, le segnalazioni che pervengono tramite farmacie, medici, ospedali e asl alla competente Commissione di farmacovigilanza sono al di sotto delle soglie accettabili”.

“Purtroppo – spiega il presidente di Federanziani, Roberto Messina – non possiamo non rimboccarci le maniche facendo un lavoro che non ci compete, ma essere uccisi dalla superficialità e dalla leggerezza con cui si affrontano questi problemi è inaccettabile. Inoltre essere privati di prestazioni che non ci vengono erogate per problemi di bilancio o non poter accedere ai farmaci sempre a causa di problemi di bilancio, non ci sta più bene”.

Il presidente ha concluso che “dieci miliardi di euro in reazioni avverse ai farmaci rappresentano circa il 10 per cento dei fondi stanziati in sanità, e quelle 40.000 morti ‘bianche’ dovrebbero far vergognare chi non tenta di evitarle”