L’AQUILA – Qualcuno lo chiama il “ping pong” per non vedenti.
In realtà il suo nome è showdown, disciplina sportiva inventata negli anni ’60 da Joe Lewis, un canadese non vedente, e molto praticata all’estero ma ancora poco conosciuta qui in Italia.
In Abruzzo l’unica associazione sportiva partecipante ai vari tornei nazionali e campionati italiani è l’asd L’Aquilone, attiva nel capoluogo abruzzese: proprio qui, sabato e domenica, l’hotel Canadian ospiterà il torneo di qualificazione femminile nazionale di questo sport.
Gli atleti nostrani sono Giovanna Di Pasquale, 55 anni, e Giuseppe Pizzocchia, (62) allenati dalla giovane Mafalda Zechini (26).
Si tratta di uno sport praticato da non vedenti e ipovedenti, che vengono bendati affinché tutti possano gareggiare nelle stesse condizioni. L’incontro si disputa tra due giocatori su un tavolo rettangolare, con angoli arrotondati, che ad ogni estremità possiede un’area di porta. I giocatori utilizzano racchette di legno (o altri materiali sintetici) di solito di forma rettangolare o stondata sui quattro bordi.
Con queste racchette i giocatori colpiscono una palla sonora (al suo interno ha dei sonagli) di plastica dura del diametro di 6 centimetri che nel muoversi produce suoni che vengono elaborati dai non vedenti per capirne direzione e velocità.
Lo scopo del gioco è lanciare la palla nella porta dell’avversario.
“Siamo attivi dal 1991 – spiega il presidente dell’associazione L’aquilone Antonio Rotondi – anche in altri sport per disabili visivi, quali il torball e il goalball, in collaborazione con la F.i.s.p.i.c”.
Per il torneo, giungeranno in città atlete provenienti da tutta Italia, per un totale di 17 giocatori:Bologna, Bari, Firenze, Frosinone, Pisa, Lodi, Milano e Alessandria.
“Abbiamo comprato il tavolo da showdown circa 6 anni fa. A L’Aquila è la prima volta che si tiene un torneo del genere, che serve per la qualificazione nazionale femminile: le prime 8 atlete andranno infatti al campionato italiano a Tirrenia (Pisa) a fine maggio”, conclude Rotondi.






