PESCARA – Stimolare la crescita economica e la creazione di più posti di lavoro, fornendo sostegno ai lavoratori in esubero, conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione.
E’ questo lo scopo del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feag) istituito dall’Unione Europea e presentato stamani a Pescara dall’eurodeputata e relatrice permanente del Fondo, Barbara Matera. “Purtroppo, da relatrice di questo Fondo – ha affermato l’eurodeputata – ho scoperto che l’Italia ha attinto pochissimo alle casse di questo fondo, che sono casse molto importanti perché si parla di una dotazione annuale di 500 milioni di euro a favore di tutti gli Stati membri. Non ci sarà uno stanziamento base per Stato membro – ha aggiunto -. Esiste il recepire le domande provenienti da tutte le Regioni e da tutti gli Stati membri”.
“E’ un fondo che è stato definito ad personam – ha sottolineato Matera – perché aiuta solo e soltanto il lavoratore cassintegrato, il lavoratore in esubero, non ristruttura aziende. Il fondo va ad accumularsi e non va ad annullare gli altri aiuti europei e si aggiunge anche agli aiuti provenienti dallo Stato centrale. Il grande ruolo – ha aggiunto – lo avranno le aziende e i sindacati che dovranno comunicare al Governo centrale, che a sua volta comunicherà alla Commissione, quanto sta accadendo in una determinata zona”.
L’aiuto, ha spiegato l’eurodeputata, avviene “attraverso l’istituzione di corsi di formazione professionale e quindi attraverso la riqualificazione del lavoratore, attraverso una indennità mensile che il lavoratore potrà percepire e attraverso corsi psicologici per la stimolazione dei lavoratori un po’ più anziani, che magari hanno perso fiducia”.
Presentando l’opuscolo “L’Europa che aiuta il Lavoratore” da lei curato e dedicato proprio al Fondo, Matera ha affermato che “il mio lavoro non si fermerà alle sei Regioni del Sud Italia di cui sono rappresentante nel Parlamento Europeo” ed ha sottolineato l’importanza di una adeguata comunicazione ed informazione relativa allo strumento a sostegno dei lavoratori, in quanto “l’Italia è un Paese che non ha attinto alle casse del Fondo, se non per tre casi nel 2007”.
MATERA: “ABRUZZO FACCIA DOMANDE, AIUTI ARRIVERANNO”
PESCARA – “Se l’Abruzzo sarà brava come Regione a presentare tante domande, la Commissione Europea verificherà la veridicità di quelle esigenze, di quelle richieste, e quindi tante domande saranno fatte, tanti aiuti arriveranno a questa popolazione”.
E’ quanto ha affermato l’eurodeputata Barbara Matera che, a Pescara, ha presentato, assieme al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feag). Sottolinerando “l’importanza di incontrare i presidenti di Regione e di sensibilizzare il territorio tutto” per far conoscere il fondo, la cui dotazione finanziaria annuale è pari a 500 milioni di euro, Matera ha affermato che l’Abruzzo “sa come utilizzare le opportunita dell’Unione europea”.
Il presidente Chiodi ha lanciato un appello, perché “per cogliere questa opportunità è molto importante che le organizzazioni sindacali e le organizzazioni confindustriali, oltre ad avere l’atteggiamento tipico rivendicativo nei confronti di quelli che sono i Governi in carica, divulghino queste opportunità presso i loro iscritti”.
Sono tanti, secondo Chiodi, a partire dal territorio aquilano, i casi in Abruzzo in cui si può usufruire di questo strumento, “alleviando un po’ quella condizione di malessere e disagio conseguente alla crisi della globalizzazione, che è un’opportunità, ma anche un rischio”.
“Siccome è una litania che le regioni del Sud e l’Italia utilizzano poco i fondi europei – ha aggiunto Chiodi -, in questo caso si sappia che l’iniziativa non è della Regione, ma di coloro che normalmente si lamentano di questo, cioé imprese e sindacati, che devono conoscere questo strumento. Se riceveremo da loro sollecitazioni in questo senso – ha concluso -, noi innescheremo quel processo che potrebbe portare a ricevere questo tipo di sostegno per i lavoratori”.
DA CHIODI APPELLO A SINDACATI E IMPRESE PER FAEG
L’AQUILA – “La globalizzazione è un’opportunità ma può essere anche un rischio”. Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha introdotto, questa mattina, a Pescara, nella sede di viale Bovio, la presentazione del Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feag), uno strumento comunitario che interviene direttamente a favore dei lavoratori in esubero in conseguenza dei mutamenti sopraggiunti nella struttura del commercio mondiale anche a seguito della liberalizzazione dei mercati su scala internazionale.
Con questo Fondo, attivato su iniziativa del Presidente della Commissione Europea, Josè Barroso, i lavoratori in esubero vengono aiutati ad essere reinseriti nel mondo del lavoro attraverso dei piani di reintegro personalizzati ma anche sostenuti attraverso un’indennità mensile che si aggira sulle 700-800 euro e che si cumula con altre misure di sostegno statali. Ad illustrare, nel dettaglio, azioni e criteri connessi all’intervento, è stata la parlamentare europea, Barbara Matera, relatrice permanente del Fondo.
“Si tratta di una misura di solidarietà – ha sottolineato Chiodi – che finora è stata sfruttata assai poco dal nostro Paese ed invece rappresenta davvero una grossa opportunità per l’Abruzzo visto che non sono poche le situazioni di disagio dei lavoratori del nostro territorio. Invito, perciò, con forza, organizzazioni sindacali e datoriali di questa regione ad attivarsi con tempestività nella divulgazione tra i propri iscritti di questo importante strumento comunitario perchè, solo attraverso le loro istanze, potranno poi essere attivate le procedure di accesso al Fondo”.
Il FEAG è accessibile sia in caso di un esubero minimo di 500 unità lavorative sia nel caso in cui il numero degli esuberi sia inferiore alle 500 unità lavorative quando ad essere interessati sono mercati del lavoro di piccole dimensioni o in circostanze eccezionali che evidenziano un’incidenza molto grave su un’economia globale. I destinatari del Fondo sono ovviamente i cittadini europei ma ad attivarlo è lo Stato membro o gli Stati membri interessati dagli effetti negativi della globalizzazione. Le azioni messe in campo, come ha spiegato la stessa Barbara Matera, si riferiscono alla formazione professionale, all’apprendimento e quindi alla promozione dell’auto-imprenditorialità, con particolare attenzione ai lavoratori sfavoriti o più anziani che, diversamente, rischierebbero di rimanere esclusi dal mercato.




