L’AQUILA – “C’è l’esigenza di una più consistente partecipazione e un maggior coinvolgimento delle Regioni, in particolare di quelle dotate di poteri legislativi, alla fase di formazione delle politiche europee, anche in relazioni al ruolo riconosciuto alle assemblee regionali nella procedura di ‘early warning system’, a tutela del principio di sussidiarietà”.
Lo ha detto il presidente della Conferenza delle assemblee legislative regionali europee, Nazario Pagano, oggi, in occasione dell’incontro avuto con il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso.
L’incontro si è tenuto a Bruxelles presso la sede della Commissione europea.
Alla riunione hanno partecipato inoltre il presidente del Comitato delle Regioni, Mercedes Bresso, e i presidenti di organismi e associazioni europee.
“In particolare – ha aggiunto il presidente Nazario Pagano – a sostegno della posizione assunta dal Parlamento europeo con la risoluzione dell’8 giugno scorso, si sollecita la Commissione a introdurre, durante il prossimo periodo di programmazione dei fondi strutturali europei, una categoria intermedia per sostenere le Regioni con un Pil pro-capite compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento della media europea al fine di garantire una maggiore sicurezza in termini di sviluppo complessivo. All’interno di tale categoria rientrano, infatti, gran parte delle Regioni le cui Assemblee legislative compongono oggi la Calre”.
“Per ciò che concerne la politica periferica di cooperazione – ha detto il Presidente – sarebbe auspicabile il riconoscimento di una ‘comune frontiera europea’, di cui tutti gli Stati che oggi compongono l’Ue devono essere responsabili, e dalla quale dovrebbe partire una revisione pertinente del trattato di Schenghen”.
“A nome di molte regioni componenti la Calre che oggi si trovano a dover affrontare il problema dei flussi migratori clandestini, chiedo – conclude Nazario Pagano – che la Commissione prosegua il dialogo con i Paesi del Mediterraneo meridionale in tema di migrazione, mobilità e sicurezza”.





