PESCARA – Sciogliersi per poi rinascere come un nuovo, unico ed efficiente organismo, che costerà 200 mila euro l’anno in meno, e che potrà dare finalmente una sicurezza agli oltre 50 dipendenti molti dei quali attendono fino a 12 stipendi arretrati.

Questo il futuro dei tre centri di ricerca di cui la Regione Abruzzo è socio di maggioranza: il Crab (Consorzio di ricerche applicate alle biotecnologie), il Cotir (Consorzio di ricerca sulle tecniche irrigue) e Crivea (Consorzio per la ricerca vitivinicola ed enologica in Abruzzo).

Dopo una crisi durata anni, lastricata di proteste, scioperi della fame, assedi al Consiglio regionale e conti sempre più in rosso, con una delibera del 9 dicembre la Giunta D’Alfonso ha messo in liquidazione i tre centri, dando il benservito ai Consigli di amministrazione che contavano ben 25 componenti, e nominando un collegio di commissari, composto dai commercialisti Filippo Rosa e Andrea Cleofe e dagli avvocati Angelo Fingo e Barbara D’Angelosante.

Mission alla quale i commissari si stanno dedicando, come spiega ad AbruzzoWeb l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, sarà quella di creare le premesse della nascita dell’ente di ricerca unico regionale, mettendo prima di ogni cosa i conti in ordine.

Nella ricognizione effettuata dalla Regione sui conti delle 25 società partecipate e controllate, su un debito compessivo di 226 milioni di euro, il Cotir ha registrato un rosso d 1,3 milioni, il Crab di 1,4 milioni, il Crivea 371 mila euro. Delle tre società in smantellamento, quella messa peggio è il Cotir, dove molti dei dipendenti attendono un anno di stipendi arretrati. Il Crab ha il suo capitale sociale quasi del tutto eroso.

L’ENTE UNICO PER LA RICERCA

Entro l’anno una legge regionale sancirà la nascita e l’assetto dell’ente unico, con un solo consiglio di amministrazione di massimo tre componenti, il cui funzionamento si stima che costerà 200 mila euro l’anno in meno.

Intanto la Regione si appresta ad accreditare nei conti correnti ancora attivi dei tre centri una nuova iniezione di liquidità, di 600 mila euro, dopo i 520 mila euro stanziati ad agosto 2014, per assicurarsi 1,7 milioni dei fondi del Piano di sviluppo rurale 2007-2013.

“La riforma dovrà completarsi al più presto perché l’agricoltura abruzzese ha necessità di centri ricerca funzionali e di potersi avvalere delle grandi professionalità che già in essi operano – afferma l’assessore Pepe – Prima, però, i commissari devono terminare l’opera di risanamento, portare a termine la liquidazione, poi inizierà entro l’anno una nuova era”.

“Con i 600 mila euro che stiamo per trasferire, saranno intanto portati a termine importanti progetti di ricerca, che garantiranno anche entrate utili a ripianare i conti, e a pagare gli stipendi arretrati”, aggiunge ancora.

Interessati alla riforma 53 dipendenti complessivi, di cui 27 al Cotir, 24 al Crab e 2 al Crivea.

NIENTE TAGLI AL PERSONALE

La riforma non prevede tagli di personale, o la chiusura delle attuali sedi. Lo conferma ad AbruzzoWeb Sergio Iacoboni, funzionario regionale del dipartimento Sviluppo economico e politiche agricole, responsabile ufficio coordinamento dei Centri di ricerca.

“Il risparmio sarà ottenuto sommando più azioni: intanto ci sarà un consiglio di amministrazione composto da soli tre componenti, invece dei tre cda ora decaduti composti da 25 membri – spiega Iacoboni – Inoltre ci saranno 2, massimo 3 revisori dei conti invece che 8, un solo conto corrente in banca, una centrale unica per gli acquisiti, e contratti unici e più vantaggiosi ad esempio per le forniture di corrente e gas, e tante altre economie di scala”.

Le sedi, però, nell’intenzione della Regione resteranno le stesse, e i tre centri, che diventeranno articolazioni interne all’ente unico, continueranno fare quello che hanno sempre fatto: il Cotir a Vasto (Chieti), il Crivea a Miglianico (Chieti), il Crab ad Avezzano (L’Aquila).

Andrà stabilità nella legge regionale solo la localizzazione della sede della direzione centrale. Ma il grande vantaggio dell’ente unico, ribadisce sia l’assessore Pepe che il coordinatore Iacoboni sarà nella maggiore efficienza e massa critica, nella capacità  di ottenere più commesse dalle aziende private.

“Ci sono aziende agricole del Fucino – spiega Pepe – che commissionano ricerche per il miglioramento delle tecniche di coltivazione a centri di ricerca dell’Emilia Romagna. I 600 mila euro di quota regionale del Psr 2007-2013, che stiamo accreditando, consentiranno di portare avanti importanti ricerche per esempio sui biostimolanti, estratti dalle alghe che sono una validissima alternativa ai fertilizzanti chimici”.

E ancora, Iacoboni invita a non dimenticare che “le ricerche sui processi di vinificazione del Crivea hanno contribuito a migliorare la qualità e la competitività della produzione vitivinicola abruzzese. Il Crab è i prima linea nella ricerca dei cosiddetti ‘alimenti funzionali’, che svolgono azioni preventive per molte patologie, il Cotir è all’avanguardia nella ricerca delle tecniche irrigue, e con i sui macchinari riesce ad investigare nell’intimo della materia vegetale, per determinare il giusto equilibrio tra fotosintesi e quantità ottimale di acqua”, conclude.