L’AQUILA – Arrivano le ronde online all’Aquila, città presa d’assalto dai furti in abitazione e altri tipi di reati contro il patrimonio sconosciuti, o ritenuti tali, prima del 6 aprile 2009.

Una città che si scopre sospettosa e anche un po’ razzista, e lancia un “indice” sulla piazza virtuale più popolosa, quella di Facebook, dove segnalare auto e movimenti sospetti sperando che ciò possa fare da deterrente ai “topi d’appartamento” e altri malviventi generici.

Con questa missione sta riscuotendo un consenso crescente il gruppo “Sicurezza per L’Aquila e dintorni.”, con il punto, che ha sfondato quota 500 membri dal 28 febbraio a oggi.

“Segnaliamo in tempo reale auto/persone sospette e furti. Cerchiamo di creare un gruppo per contrastare tutti insieme il problema dei furti in abitazioni che da qualche mese a questa parte sta dilagando in città e nei paesi limitrofi”, si legge nella descrizione del gruppo.

Intento di per sé positivo, ma che qualche volta finisce per trascendere, tra chi pone problemi di privacy nel pubblicare modelli e targhe di auto considerate “sospette”, chi propone di ovviare con delle applicazioni per cellulare che segnalano in tempo reale le vetture rubate.

Il clima che aleggia è sicuramente di chiusura e vagamente di razzismo, con la confusione di comunitari ed extracomunitari, rom e romeni e così via. Anche se in molti si giustificano dicendo che non si può capire la rabbia che crea l’aver subìto l’ingresso di estranei tra le proprie mura domestiche finché non ci si trova in quella condizione.

Al di là delle statistiche va ricordato che il questore, Vittorio Rizzi, ha sempre voluto prestare attenzione al concetto di “sicurezza percepita” dai cittadini, che prescinde dai numeri e oggi è, dopo il difficile post-sisma, abbastanza bassa, promettendo massima attenzione e aumentando uomini e mezzi anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine.