L’AQUILA – “Presidente Obama, ti doniamo, per esporlo al Getty Museum, il leone di Porta Barete, che a L’Aquila è ancora abbandonato e ricoperto d’erbacce”.
Dopo il sindaco Massimo Cialente, attraverso la trasmissione le Iene, anche Cesare Ianni, dell’associazione Jemo innanzi, si appella al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che a livello planetario ha non pochi grattacapi e ben altre gatte da pelare.
Questa volta però, non come ha fatto Cialente, per ricordargli di mantenere gli impegni assunti durante il G8 dell’Aquila, all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, ovvero finanziare interventi a favore dell’Università,
Ma al contrario semplicemente per offrigli provocatoriamente in dono il leone di pietra rinvenuto a Porta Barete, antico accesso alla città che si vorrebbe riscoprire e recuperare spostando il palazzo che gli è accanto, operazione però avversata dai condòmini.
L’antichissima statua è venuta alla luce nel febbraio 2014, durante i lavori di scavo nella zona, diretti dalla dottoressa Rosanna Tuteri per conto della Soprintendenza archeologica.
La scultura, che doveva trovarsi vicino dell’ingresso, ha una fattura molto pregiata e probabilmente doveva fare il paio con un altro leone posizionato sul lato opposto della porta.
Il provocatorio appello, in forma di lettera (non è dato a sapere se e quando verrà recapitata) è stato pubblicato su facebook, nei giorni in cui riesplodono la polemiche intorno al futuro di Porta Barete, dopo l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico concessa per installare una gru all’impresa che ricostruirà il condominio. Che per almeno 11 mila aquilani che campagna “I luoghi del cuore” del Fondo ambiente italiano (Fai), non dovrebbe essere ricostruita.
Successivamente Ianni ha chiarito il senso della provocazione, ipotizzandone una vera esposizione a piazza Duomo per il 2 giugno. (f.t.)
LA NOTA COMPLETA
Chiaramente, la “lettera” al presidente Obama era una provocazione, difatti non è stata mai inviata né vi era questa reale intenzione da parte mia.
La vera intenzione era provocare un dibattito, verificare quanto questa situazione, oggettivamente anomala, potesse essere cara agli aquilani.
Il risultato è stato sorprendente. Decine e decine di persone hanno “apprezzato” la provocazione, l’hanno commentata, condivisa. Questa è una vera “bona novella”, perché dimostra che le aquilane e gli aquilani ci sono e vogliono battersi per la tutela del proprio territorio, farsi parte attiva, impegnarsi.
Vogliono una città ricostruita, dov’era ma meglio di com’era, e vogliono che sia recuperato e valorizzato quanto i nostri Padri ci hanno lasciato : i monumenti, i palazzi, ogni nostro bene culturale.
E allora andiamo a una proposta concreta, perché è altrettanto vero che non possiamo continuare “supinamente” ad accettare che uno dei 15 leoni amiternini continui a stare abbandonato nella terra e tra le erbacce.
Il leone romano è un bene di tutti, e allora propongo che venga recuperato, restaurato ed esposto il 2 giugno in piazza Duomo, perché tutti possano ammirarlo.
Il 2 giugno è una data emblematica: è la festa della Repubblica ma è anche una data storica per L’Aquila, è il giorno in cui il nunzio salì per Via delle Bone Novelle ad annunciare al popolo aquilano la sconfitta di Fortebraccio da Montone, dopo un lunghissimo e stremante assedio.
Sarebbe un bellissimo momento di unione, nazionale e civica.
Io la proporrò a tutte le associazioni che compongono la “Compagnia delle Mura”, ma tutti coloro che ritengono sia una buona idea possono dare il proprio contributo per realizzarla insieme alle Istituzioni.
Vado oltre. Sarebbe auspicabile verificare l’intenzione del Getty Museum di poter esporre all’Aquila i due leoni romani attualmente nel museo, in una sorta di “gemellaggio”.
Infine, tra i vari commenti, tutti interessanti e appassionati, Roberto Brigante ha proposto di realizzare un “parco dei leoni”, riunendo con il leone di Porta Barete i vari leoni che già sono (erano) esposti in varie parti della città.
L’idea mi sembra bella e accattivante: pensate a quanto sarebbe interessante e particolare avere un luogo in città (al parco del castello, magari nel declivio erboso dinanzi all’auditorium di Renzo Piano, oppure al parco del sole ecc.) dove vedere esposti tutti i leoni romani sinora rinvenuti, ognuno con l’indicazione della propria provenienza, della propria storia.
Avremmo un nuovo monumento : il parco dei leoni … e chissà che non piaccia anche a quelli “americani”.
Sembra incredibile, ma a distanza di secoli il leone ruggisce ancora!
LA FINTA LETTERA A OBAMA
Al Signor Presidente degli Stati Uniti d’America
Dottor Barack Obama
Signor Presidente, sono un aquilano e Le scrivo questa mia non per chiedere interventi economici al Suo grande paese, ma per una proposta culturale.
So che Lei ricorda bene L’Aquila, per averla visitata subito dopo il tremendo terremoto del 2009.
La situazione è sempre molto difficile, ma resistiamo ed andiamo avanti, nella certezza della completa ricostruzione della nostra città.
La informo che in seguito all’abbattimento di un palazzo nei pressi delle nostre mura urbiche, a ridosso di Porta Barete, è stato rinvenuto un leone in pietra, romano.
Ho letto che al Getty Museum conservate due leoni molto simili a quello ritrovato nella nostra città.
Ed allora Le chiedo di inoltrare formale richiesta al nostro Governo affinchè gli Stati Uniti d’America possano ottenere anche il nostro leone, da esporre insieme agli altri due già in vostro possesso.
Penso che sia più giusto così, visto lo stato in cui versa da oltre un anno questo importante reperto.
Meglio poterlo far ammirare dai Suoi connazionali e dai moltissimi turisti che ogni anno visitano l’America, che vederlo buttato sulla nuda terra, abbandonato e ricoperto d’erbacce.
Sarà, comunque, una maniera per far ricordare L’Aquila.
Certo di un Suo interessamento a riguardo, mi è sinceramente gradita l’occasione per inviarLe distinti saluti. Cesare Ianni, aquilano”.



