L’AQUILA – Una situazione da terzo mondo, quella denunciata all’Aquila per quanto riguarda i semafori lampeggianti di via Carlo Confalonieri a San Sisto, nella periferia Ovest del capoluogo.
Una zona in cui da anni nel lungo rettilineo, che si incrocia con tre strade, il traffico viene regolato grazie ai cosiddetti “tre semafori”, tra i pochi rimasti attivi in città dopo l’invasione di rotatorie che ha caratterizzato i lavori stradali post-sisma del 6 aprile 2009.
Un mese dopo le prime segnalazioni e le promesse dell’allora assessore ai Lavori pubblici Alfredo Moroni, il canonico “presto sarà tutto risolto”, i semafori lampeggianti sono ancora lì.
E le conseguenze sono gravi: gli automobilisti del capoluogo, abituati appunto alle luci o alle nuove rotatorie, si trovano costretti ad affrontare tre incroci di fila regolati, al momento, con la sola regola della precedenza a chi viene a destra.
Qualcuno a malapena se ne ricorda dai tempi della scuola guida, qualcuno fatica ad applicarla, qualcun altro semplicemente tira dritto anche a velocità sostenute e quel che succede succede.
E infatti le segnalazioni di incidenti sono state decine in questo periodo, mentre gli scontri solo sfiorati saranno centinaia.
Da Villa Gioia tutto tace: Moroni è andato via per incompatibilità con un nuovo incarico in Regione Abruzzo, il Partito democratico e il sindaco, Massimo Cialente, si sono addormentati sul rimpasto, sfogliando la margherita tra Maurizio Capri e Stefano Palumbo come nuovo titolare della delega.
Nel frattempo, il settore Lavori pubblici continua a operare per l’ordinaria amministrazione, ma la mancanza di un “manico” politico, in queste e altre più gravi situazioni, ora comincia davvero a pesare. E gli aquilani si lamentano. (alb.or.)





