L’AQUILA – Guardate la foto. Dove siamo? Nella tundra? Nella savana? Nella jungla?
No, quello che vedete è uno scatto fatto all’Aquila, nella zona di piazza d’Armi, polmone verde della città su cui pende un masterplan, un maxi-progetto, per la realizzazione di strutture e servizi vicino agli impianti sportivi preesistenti.
Prima di ospitare la tendopoli più grossa nei giorni dell’emergenza, la zona è sempre stata cara agli aquilani che la sfruttavano per andare a correre lungo la pista (decrepita, è un percorso di guerra, ma c’è), giocare a pallone, prendere il sole, studiare o sfidarsi in infuocati uno contro uno a canestro.
Peccato che oggi la zona sia ridotta come si vede della foto: erba alta, vegetazione incolta, cumuli di terriccio, e ancora sporcizia risalente ai giorni neri del terremoto, degrado e abbandono totale.
Sarà un caso ma di ragazzi che giocano, anche in questi primi giorni di caldo, ce ne sono molti meno rispetto al “pre”.
Alcuni di loro hanno inviato le loro proteste alla redazione di AbruzzoWeb, chiedendo a gran voce all’amministrazione comunale un intervento straordinario di manutenzione per riportare l’unico grande paradiso verde del capoluogo (assieme al Parco del Sole) a condizioni di vivibilità.
“Masterplan o no, rivogliamo i prati di piazza d’Armi com’erano prima, non ci vuole poi molto”, il grido d’allarme. Difficile dar loro torto. (alb.or.)



