L’AQUILA – Si allungano i tempi per la ricostruzione del centro polifunzionale di Castelnuovo, frazione di San Pio delle Camere (L’Aquila), realizzato pochi mesi dopo il terremoto con i fondi del Comune lombardo di Segrate e completamente distrutto da un incendio lo scorso 5 febbraio.
Le speranze di ottenere i 500 mila euro necessari per tirare su di nuovo la struttura in legno sono infatti legate all’aggiudicazione, da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco, Francesca D’Andrea, di una parte dei cosiddetti “fondi Giovanardi”, gli 8,9 milioni del sottosegretario alla Famiglia che verranno stanziati sulla base di un bando indetto dal decreto numero 50 del commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
L’obiettivo più realistico del Comune, come spiega ad AbruzzoWeb il primo cittadino, è quello di ottenere “almeno una parte dei fondi. Il resto – promette la D’Andrea – lo metteremo noi come amministrazione, integrandolo con i soldi dell’associazione Ricostruiamo Castelnuovo, con il contributo di associazioni, con altri quattrini provenienti dagli Stati Uniti e con l’aiuto di Segrate”.
Il “gancio” per partecipare a un bando che eroga fondi in ambito sociale sarà “la presenza di un asilo nido dentro al centro distrutto, che è necessario”.
Una prospettiva che non entusiasma il sindaco lombardo, Adriano Alessandrini, che ebbe uno scambio di fuoco con la stessa D’Andrea subito dopo il rogo, comprensibilmente deluso dall’accaduto e da un investimento vaporizzato di 500 mila euro.
“Mi sembra che vada tutto molto lento – commenta oggi, scettico – Per quel bando non è stata nemmeno nominata la commissione di valutazione (in realtà la nomina c’è stata circa un mese fa, ndr) e l’iter è molto molto lento. Ci eravamo dati il termine del 24 giugno, festa di San Giovanni, per avere il centro ricostruito, ma non penso proprio che ce la faremo con un solo mese”.
Una differenza che il primo cittadino lombardo ribadisce è che stavolta non sarà Segrate a far piovere dal cielo una struttura nuova di zecca.
“Se i cittadini di Castelnuovo vogliono davvero quel centro – pungola Alessandrini – devono sostenerne loro la realizzazione, come comunità locale, e raccogliere la somma. Stavolta, al massimo, noi metteremo la differenza”.
Anche perché, stavolta, almeno qualcosa su cui ripartire c’è. “La base di calcestruzzo e gli impianti sono in parte recuperabili – elenca il sindaco di Segrate – e poi anche il progetto già esiste. Quindi stavolta il centro costerà 400 e non 500 mila euro. Se poi si riesce a farsi nuovamente regalare gli arredi, sarà fattibile. Purtroppo mi sembra ancora tutto in stand-by”.
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