L’AQUILA – I danni all’agricoltura e le misure a sostegno degli operatori del settore diventano terreno di scontro in vista delle prossime elezioni regionali in programma a marzo in Abruzzo: se da un lato le opposizioni di centrosinistra e del M5S attaccano il Governo regionale “rimasto inerte e sordo ai ripetuti appelli degli operatori del primo settore”, dall’altro il vice presidente della Giunta Emanuele Imprudente, con delega proprio all’Agricoltura, della Lega, parla di “rilievi strumentali e conseguenza della esigenza, scomposta, di dover recuperare terreno in vista delle prossime elezioni”.

Ad aprire lo scontro, nel corso di na conferenza all’Emiciclo, sede del Consiglio regionale all’Aquila, i consiglieri dei gruppi PD, M5S, Legnini Presidente e Abruzzo in Comune, Dino Pepe, Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Francesco Taglieri, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Barbara Stella, Giorgio Fedele, Americo Di Benedetto e Sandro Mariani: “L’agricoltura abruzzese è in ginocchio a causa dei danni ingenti causati dal maltempo della scorsa primavera e il Governo regionale è rimasto inerte e sordo ai ripetuti appelli degli operatori del primo settore. Questo nonostante le principali produzioni contano perdite che arrivano anche al 100%, pregiudicando cosi la tenuta di molte aziende del settore. In vista della finanziaria regionale, chiediamo un Consiglio straordinario di informazione e di proposta sulla situazione”.

Non si è fatta attendere la replica di Imprudente, che ha spiegato: “Davanti ai fatti concreti che possiamo esibire (primi stanziamenti di bilancio) e che testimoniano che siamo tra le prime Regioni in Italia ad essere intervenute, i rilievi dell’opposizione di centrosinistra e del M5S diventano strumentali e conseguenza della esigenza, scomposta, di dover recuperare terreno in vista delle elezioni regionali del prossimo mese di marzo. Solo nell’ultima seduta di Consiglio regionale, su proposta della maggioranza di centrodestra, è stata approvata la norma attuativa dello stanziamento di risorse da dedicare ai diversi settori agricoli, per un importo pari a 5 milioni di euro per i prestiti agrari, 750 mila euro per ristorare i danni subiti dagli apicoltori e ulteriori 250 mila euro per i contributi agli agricoltori per i danni da fauna selvatica”.

DANNI ALL’AGRICOLTURA ABRUZZESE: L’OPPOSIZIONE CHIEDE UN CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO

“Nessuna misura e soluzione è stata presa in questi mesi, per la gravità della situazione abbiamo formalizzato la richiesta di un Consiglio regionale straordinario capace di mettere in campo delle proposte concrete – incalzano i consiglieri – . I settori maggiormente colpiti sono quelli vitivinicolo in primis, poi le colture orticole, la frutta, i cereali, il comparto florovivaistico e i foraggi. Le piogge hanno determinato un allagamento dei campi con conseguente asfissia radicale e marcescenza delle colture in fase di accrescimento o in fase avanzata di maturazione. L’impossibilità di effettuare i trattamenti antiparassitari ha inciso negativamente anche sui vigneti e sui frutteti favorendo lo sviluppo dei patogeni in particolare della peronospora.

I danni accertati sono pari al: 60% di perdite per il settore cerealicolo, 60% anche per le patate, 50% per le carote, 40% per frumento e orzo, 80% per la vasta gamma degli ortaggi (insalata, radicchio, finocchi, sedano, spiaci, cavoli, pomodori).

Per quanto riguarda il settore vitivinicolo invece si stima una perdita del potenziale produttivo compresa tra il 30 e il 70%, ma in diversi casi si arriva anche il 100%.  Grave sofferenza si riscontra anche per il comparto olivicolo che, già nella campagna 2022, aveva visto, a causa delle condizioni ambientali avverse, una diminuzione di produzione con conseguente azzeramento del reddito.

Anche l’apicoltura è fortemente penalizzata, perché il maltempo ha ridotto la produzione nettarifera delle fioriture, mettendo a dura prova anche la sopravvivenza stessa degli alveari che ora non è assicurata.

Uno sfacelo sia dal punto di vista economico che agronomico. Le associazioni di categorie agricole hanno chiesto alla Regione di prendere atto della grave situazione, di agire tempestivamente e intraprendere ogni azione utile al fine di sostenere economicamente l’intero comparto, visto che centinaia di lavoratici e lavoratori che hanno visto ridursi drasticamente le giornate lavorative nei campi, con l’inevitabile conseguenza di una pesante contrazione retributiva.

“Da mesi abbiamo perso traccia da parte di Governo centrale e Regione della più volte annunciata dichiarazione dello stato di calamità. Riteniamo che azioni forti e mirate non sono più rinviabili: bisogna mettere in campo aiuti economici diretti che abbiano la finalità di sostenere le aziende e l’intera economia agricola abruzzese interessata dai recenti eventi calamitosi; ma anche attivarsi, presso l’Associazione Bancaria Italiana, per porre in essere ogni azione utile al fine di accedere al beneficio della sospensione dei mutui in essere. Tale misura andrebbe attivava sino al 31 Dicembre 2024; ma la Regione potrebbe interessare anche la FIRA mediante un adeguato trasferimento di risorse finalizzate all’attivazione di strumenti finanziari specifici di supporto al settore agricolo. Non solo, non ci risulta, ad oggi, il coinvolgimento del Governo nazionale affinché venga emanata una specifica norma, in deroga alle disposizioni previste dal decreto legislativo 102/2004, per consentire anche alle aziende sprovviste di copertura assicurativa di accedere ai ristori”.

“Né azioni utili mirate all’attivazione del fondo mutualistico Agricat; la deroga, per almeno un biennio, al principio della mutualità prevalente delle Cooperative; la sospensione dell’applicazione dei parametri previsti ex lege per non perdere le quote di mercato, non potendo, realisticamente, usufruire dei conferimenti dei singoli soci; né politiche attive di riduzione, per almeno un biennio, degli ammortamenti in maniera proporzionale al decremento della produzione. Le misure sono tante in alternativa a questa incomprensibile inerzia: l’esonero contributivo e previdenziale, ai sensi del Decreto legislativo 104/2004, per lavoratori e aziende, per l’intera durata prevista dalla norma e l’istituzione, presso il dipartimento regionale Agricoltura, di un tavolo permanente di confronto, con tutti i soggetti interessati, allo scopo di monitorare la situazione e agire celermente, proponendo soluzioni operative ai tanti problemi, come dovrebbe fare una Regione davvero vicina agli abruzzesi in difficoltà”.

IMPRUDENTE: SOLO NELL’ULTIMA SEDUTA APPROVATO EMENDAMENTO CON PIÙ DI 5 MILIONI AL COMPARTO

Solo nell’ultima seduta di Consiglio regionale, su proposta della maggioranza di centrodestra, è stata approvata la norma attuativa dello stanziamento di risorse da dedicare ai diversi settori agricoli, per un importo pari a 5 milioni di euro per i prestiti agrari, 750 mila euro per ristorare i danni subiti dagli apicoltori e ulteriori 250 mila euro per i contributi agli agricoltori per i danni da fauna selvatica”.

“Si tratta di un intervento normativo – spiega il vice presidente – volto a sostenere gli agricoltori ed i vitivinicoltori in particolare che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, tra i danni prodotti dal maltempo della scorsa primavera, la peronospora e la stretta bancaria determinata dal continuo aumento dei tassi di interesse. Siamo state tra le prime Regioni in Italia – continua Imprudente – ad aver stanziato risorse per aiuti concreti, seppur non risolutivi, per far fronte agli ingenti danni che hanno funestato l’intero comparto agricolo abruzzese, mettendo in ginocchio il settore vitivinicolo”.

Il vice presidente precisa inoltre che già da tempo è stata interessata la Fira, che gestirà per conto della Regione la misura dei prestiti agrari, ed è in fase di consultazione l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) “per l’attivazione di una serie di misure di supporto tese a valutare la rimodulazione del pagamento delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine, o per definire interventi similari come, ad esempio, l’allungamento della durata dei mutui o dei finanziamenti a breve termine”.

Per quanto riguarda gli aiuti nazionali e l’eventuale sblocco di fondi europei, il vice presidente precisa che “la Regione Abruzzo si è subito attivata per arginare i danni causati alla vitivinicoltura, proponendo al ministero dell’Agricoltura le azioni da mettere in campo mediante lo stanziamento di adeguate risorse economiche a compensazione della minore produzione: richieste di intervento sempre decise e condivise nel corso dei numerosi incontri sia istituzionali che informali, che si sono susseguiti con le aziende del comparto agricolo abruzzese”.

Sulla richiesta, infine, di un Consiglio straordinario ‘di informazione e di proposta sulla situazione’ avanzata dalle opposizioni di centrosinistra, il vice presidente si dice “entusiasta della proposta e perplesso per le tempistiche con cui è maturata la lodevole iniziativa. Dopo 5 anni di totale immobilismo da parte dell’allora maggioranza guidata da Luciano D’Alfonso e 4 anni e mezzo di assordante silenzio sulle tematiche legate all’Agricoltura da parte dei partiti d’opposizione – continua Imprudente – la richiesta di un Consiglio straordinario potrebbe apparire come strumentale alla luce della campagna elettorale in corso, suscitando perplessità circa la credibilità di chi la propone. Ciononostante, rivolgo un plauso all’iniziativa, ribadendo che la Regione Abruzzo, ed in particolare l’assessorato all’Agricoltura, continuerà ad impegnarsi al massimo, sulla base delle risorse disponibili, per dare strumenti di supporto agli agricoltori in difficoltà. Per l’Abruzzo il 2023 è stato un anno davvero molto difficile. Siamo e saremo al fianco delle persone, delle comunità e delle imprese colpite – conclude Imprudente – per fare tutto quanto è possibile e necessario al loro sostegno”.