L’AQUILA – “Rugby e pattinaggio non sono sport olimpici, il ciclismo sì, ma oggi al velodromo dell’Aquila crescono le erbacce”.

Fa ancora discutere la visione lanciata dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, di una presenza aquilana ai Giochi olimpici 2024 qualora fosse Roma ad aggiudicarsene l’organizzazione.

Cialente ha parlato di rugby, se entrerà nel novero delle discipline olimpiche, il presidente del Cus, Francesco Bizzarri, ha rilanciato con il pattinaggio.

Ma oggi è Renato Palumbo, presidente dell’associazione ciclistica Aquilotti, a ricordare che, prima di occuparsi di quelle due discipline e degli impianti bisognerebbe pensare al mondo delle due ruote che all’Aquila ha già garantito partecipazioni olimpiche nel 1996 e nel 2008.

LA NOTA COMPLETA

Volevo trascorrere il periodo delle festività natalizie tranquillo e non entrare in polemica con nessuno, ma i continui “mugugni” che intercetto negli ambienti sportivi regionali, hanno fatto si che, ancora una volta, il mio istinto mi spinga a parlare, soprattutto per incoraggiare gli sportivi (quelli veri che vivono di sacrifici personali) ad andare avanti superando i continui “affronti”della politica sportiva.

Nel mese di dicembre 2014 è stata sbandierata su ogni tipo di stampa l’attribuzione di onorificenze e titoli concessi da Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila, Coni a personalità del mondo sportivo non del tutto coerenti con la realtà.

Questi stessi Enti, in occasioni di inaugurazione di impiantistica sportiva, di manifestazioni di richiamo, hanno tenuto a casa i “veri” personaggi sportivi che hanno tenuto alto il nome “Abruzzo”.

Addirittura, l’Associazione ex corridori ciclisti abruzzesi ha stampato un calendario per il 2015 con i personaggi abruzzesi famosi, dimenticandosi i 3 unici Campioni del mondo di ciclismo.

Il sindaco dell’Aquila ha sbandierato addirittura di accentrare le probabili Olimpiadi Roma 2024 in città con il rugby e il pattinaggio. Vorrei ricordare al sindaco che entrambe queste discipline non rientrano, almeno oggi, nei “parametri olimpici”.

Mentre all’Aquila, che un tempo possedeva il miglior velodromo europeo e vanta ancora oggi personaggi olimpionici quali Gianluca Capitano con 3 titoli mondiali e una presenza olimpica ad Atlanta nel 1996 e Alessandra D’Ettorre con un titolo mondiale e una presenza olimpica a Pechino 2008, oggi sull’impianto nascono erbacce.

Faccio notare, ancora una volta, al sindaco che si sbraccia a cercare soldi per l’impiantistica sportiva delle società che gli stanno a cuore, che nel 2004, il benemerito Vito Taccone, che aveva staccato l’assegno personale per il rifacimento del “velodromo” nel 1998, aveva già pronti i soldi per una nuova ristrutturazione dell’impianto, ma fu messo subito da parte, trascurando che aveva portato in città con la collaborazione degli “Aquilotti” ben 3 edizioni del Giro d’Italia delle piste e l’esibizione di Marco Pantani fresco vincitore nel 1998 del Giro d’Italia e del Tour de France.

A voi cari politici, un importante suggerimento. Fate bene i conti prima di lodare un’iniziativa.

Chi vi parla, con documenti alla mano, è stato presidente di una società ciclistica, tutt’ora in vita, da ben 35 anni (vantandosi, solo per questa volta) di essere stato il presidente di una società sportiva (mi pare l’unica in Abruzzo), che ha avuto l’onore di avere un atleta che ha conquistato un titolo mondiale, un europeo, 3 italiani e una partecipazione olimpica, e da 18 anni presidente di una polisportiva, sezione calcio, senza mai pretendere nulla. Neanche i benefici che hanno ottenuto molte società sportive cittadine.