L’AQUILA – Tra le mille priorità della rinascita di una città terremotata, il Comune dell’Aquila deve porre la giusta attenzione a garantire ai giovani strutture sportive dove svolgere attività agonistica, quella di alto livello con competizioni organizzate da federazioni: e per farlo servono impianti degni.

Questo il senso della nota inviata da Corrado Ruggeri, primo campione mondiale di pattinaggio abruzzese negli anni Sessanta, poi assessore comunale allo Sport dell’Aquila nella sua esperienza politica con il centrodestra.

Ruggeri, che è stato anche presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di pattinaggio corsa svolti all’Aquila, Sulmona e Pescara nel 2004, stiletta così il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, l’attuale assessore al ramo Emanuela Iorio, “rei”, a suo dire, di aver ignorato del tutto la vicenda nel post-sisma del 6 aprile 2009.

Il riferimento è prima di tutto al suo sport, il pattinaggio, con la pista outdoor di piazza d’Armi, che dieci anni fa per la competizione iridata era al top del mondo, e ora langue abbandonata e priva di manutenzione, tanto che sono saltate anche importanti manifestazioni tradizionali.

Ma anche al cosiddetto “palazzetto” alle porte del centro storico, che ai suoi tempi era una pista coperta sempre di pattinaggio, tra le prime in Italia dotate di curve paraboliche, peculiarità che gli consentì di allenarsi e raggiungere le vittorie internazionali, prima di essere snaturata.

Ma il j’accuse di Ruggeri riguarda un po’ tutte le discipline, con il resoconto di una riunione di commissione consiliare in cui si è parlato di sport e nella quale, dice, “non si è minimamente fatto cenno all’importanza dei risultati sportivi”. (alb.or.)

LA NOTA COMPLETA

Nella riunione della terza commissione consiliare richiesta dal consigliere Padovani si è parlato di impianti sportivi e delle relative convenzioni stipulate e/o da stipulare e/o da rinnovare.

In oltre 3 ore di discussione, eccetto un flash di Padovani, non si è minimamente fatto cenno all’importanza dei risultati sportivi.

È ovvio che si confonde totalmente l’attività motoria da quella sportiva vera e propria.

Che l’attività motoria debba essere tenuta in grande considerazione è indiscusso, ma è altrettanto indiscusso che essa nulla ha a che vedere con l’attività sportiva vera e propria.

Lo sport è agonismo, solo agonismo. Quando uno legge il Corriere dello Sport o la Gazzetta dello Sport o quotidiani simili, legge di punteggi, di classifiche, di centimetri, di millesimi di secondo e così via, non legge dei settantenni come me che vanno a “muoversi” per scendere la pancetta.

Un grande mito Italiano del novecento, il grandissimo Enzo Ferrari, definiva il secondo arrivato come il primo dei perdenti, a sottolineare, così, che nello sport vincere è il primo e non l’ultimo dei traguardi che un atleta deve porsi.

Ma per vincere una delle componenti essenziali è l’impianto dove effettuare tutta l’attività preparatoria.

Se un atleta non ha a disposizione un adeguato impianto è inutile che inizi una attività agonistica. Potrà fare attività motoria, ma il podio, il record, il titolo,  la maglia azzurra se la scorda.

E l’Ente che in primis deve provvedere all’impiantistica sportiva è il Comune.

Bene nella succitata riunione, delle 3 ore, non un secondo è stato speso alle esigenze delle società e degli atleti per raggiungere importanti risultati.

Sono molto amareggiato nello scrivere queste due righe; certo personalmente ho dato molto all’attività sportiva, ma ho anche avuto molto (in soddisfazione) dallo sport, ma mai avrei potuto indossare la maglia tricolore, la maglia azzurra, la maglia iridata, i record mondiali se la mia città non mi avesse messo a disposizione una impiantistica (all’epoca)  perfettamente adeguata.