L’AQUILA – Che fine hanno fatto i soldi provenienti dai giochi e lotterie destinati alla ricostruzione dell’Aquila?
A questo interrogativo ha tentato di rispondere ieri la trasmissione Report in onda su Raitre all’interno dell’inchiesta dall’emblematico titolo “I biscazzieri” sull’industria dei giochi, curata dal giornalista Sigfrido Ranucci.
Come ricordato dalla conduttrice del programma, Milena Gabanelli, per la ricostruzione dell’Aquila è stato fatto il decreto “Interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite”, che prevede di destinare 500 milioni l’anno fino al 2032 a favore delle aree terremotate.
I concessionari dei giochi hanno dovuto pagare 15.000 euro per ogni videolottery installata, una tassazione anticipata da destinare all’Abruzzo, con cui si sono raccolti complessivamente 850 milioni di euro.
Soldi di cui, ad oggi, non c’è traccia. “Noi abbiamo letto tanti comunicati stampa – ha detto ai microfoni di Report l’assessore comunale alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane – relativi a vari giochi, anche a questi nuovi, ‘Win for life’ e altri, in cui si parla addirittura di un miliardo e due di fondi derivanti dai giochi. A parte un po’ il malessere di pensare che bisogna incentivare gli italiani a giocare così arrivano i soldi per il terremoto. Ma, ecco, una cifra come questa, un miliardo e due per la ricostruzione, è assolutamente impossibile ad oggi, non ce ne sono tracce
di questi fondi”.
Su che fine abbiano fatto i soldi destinati alla ricostruzione, il giornalista Ranucci ha chiesto anche al Sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, competente sui giochi, e al ministro Tremonti, ma nessuno dei due ha risposto.
“È bene che si faccia chiarezza – ha detto l’assessore Pezzopane – se la deve fare il ministro Tremonti, l’Agenzia delle Entrate o la Ragioneria generale dello Stato, chiunque sia: faccia chiarezza”.



