L’AQUILA – Non soddisfatto del lavoro effettuato da un’autocarrozzeria, decide di non saldare la restante parte della fattura, nasce un contenzioso e ora rischia un pignoramento di mobili per un valore complessivo di 2 mila euro.
Protagonista della vicenda è Paolo Colagrande, 24 anni, figlio della senatrice aquilana del Movimento 5 stelle, Enza Blundo.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, l’ufficiale giudiziario nei giorni scorsi avrebbe già pignorato sei mobili, del valore di 2 mila euro, a fronte di un debito di 2.840.
La Blundo però, ad AbruzzoWeb, offre una diversa versione dei fatti dicendosi “dispiaciuta delle notizie false e tendenziose diffuse dai media”, che invadono “in modo inopportuno la privacy di una cittadina e dei suoi familiari”.
“Quello che è accaduto – spiega – è che mio figlio, che vive con il padre da cui sono separata da anni, aveva portato la macchina dal carrozziere, che nel riparargliela ha però danneggiato una parte del motore”.
“Mio figlio si è rifiutato di pagare ed è nato un contenzioso. Il carrozziere lo ha citato in giudizio e mio figlio, per un disguido, non si è presentato in udienza – prosegue – e come spesso avviene in questi casi il giudice gli ha dato torto. Ora però mio figlio ha fatto ricorso”.
La Blundo nega, comunque, che gli siano stati pignorati dei mobili.
“Ripeto che mio figlio vive con il padre. Solo che gli ufficiali giudiziari sono venuti a cercarlo a casa mia, e fatti entrare dall’altro mio figlio, hanno fatto valutazioni sulla mobilia, tutto qui, non c’è nessun atto di pignoramento, e non potrebbe esserci – conclude – Per il resto aiuterò ovviamente mio figlio se ce fosse bisogno, ma sono convinta che alla fine il giudice gli darà ragione”. (f.t.)




