L’AQUILA “Questa è una città straordinaria, con i tanti drammi che ha vissuto, sta dimostrando di essere un territorio che reagisce anche alle difficoltà più gravi. Ed è qui il posto adatto per parlare di funzionamento dei territori, di semplificazione della possibilità di avere un dialogo virtuoso tra governo centrale e territori. Dobbiamo migliorare e accelerare il percorso di semplificazione basti ricordare che il percorso del Pnrr finisce nel 2026 e dobbiamo correre ad una velocità diversa rispetto alla quale siamo abituati”,
Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, oggi al Ridotto del teatro comunale dell’Aquila, per l’assemblea nazionale delle Unione delle Province italiane.
Zangrillo è entrato poi nel merito dei dati secondo cui tra il 2010 e il 2020 gli enti locali in Abruzzo hanno perso un terzo dei loro lavoratori e lavoratrici, passando da 9.370 a 6.440 unità di personale (-31%), un dato più evidente rispetto alla tendenza nazionale. In Italia, infatti, nello stesso periodo il personale perso dagli enti locali è di circa 118mila unità, con un calo del 24,6%.
“I dipendenti pubblici sono diminuiti nella tornata dal 2009 al 2019 con il blocco del turn over, ma ora stiamo recuperando stiamo facendo sforzo molto significativo per dare benzina al processo di reclutamento. Nel 2022 abbiamo assunto 160mila persone ne assumeremo nella Pa 173mila persone quest’anno. E altrettante nel 2024. Quindi stiamo recuperando il terreno perduto in quei 10 anni disgraziati per la pubblica amministrazione”, ha spiegato.
Per quanto riguarda poi i contratti: “sto chiudendo in questa settimana gli ultimi contratti della tornata 2019 2021. Mi sono ritrovato a ottobre 2022 con 2,4 milioni di dipendenti pubblici che non avevano ancora il rinnovo del contratto. Abbiamo fatto corsa importante e sono fiducioso che ci saranno le risorse per dare continuità ai rinnovi. Ho parlato con Giorgetti nelle ultime settimane e ho rappresentato a lui per garantire queste visore, e ho trovato un interlocutore sensibile”.
Ha poi sfatato una narrazione per lui falsa: “L’Italia non è il Paese del posto fisso e pubblico: la media europea di dipendenti pubblici è dell’8% rispetto alla popolazione, noi siamo al 5,4% .
Da qui si rafforza la necessità di procedere a nuove assunzioni, ma per far questo occorre accelerare le procedure concorsuali.
“Una prima criticità – spiega Zangrillo -che esiste nella pubblica amministrazione si riferisce proprio alle modalità con le quali noi inseriamo le persone nelle nostre strutture: il tempo medio di durata di una procedura concorsuale nel 2020 è di 786 giorni. Allora io vi chiedo se un giovane brillante e in gamba, può essere disposto ad aspettare più di due anni, per sapere se potrà entrare in quella struttura per la quale ha partecipato al concorso e lo ha vinto. Ora con la modalità digitale l’obiettivo è di ridurre i tempi a soli sei mesi, e ho firmato una direttiva in materia”.






