TERAMO – Prigioniera in casa da circa due anni in una palazzina Ater di Colleatterrato Basso (Teramo). Liliana Serafini, malata di Sla, ancora non è riuscita a ottenere il diritto a un ascensore, per poter uscire da quelle quattro mura ormai diventate una gabbia.

Nonostante lo stanziamento di 2,8 milioni di euro da parte della Giunta regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il marito di Liliana, Tonino, inizia oggi lo sciopero della fame all’interno che continuerà a oltranza fino a quando non avrà ottenuto qualcosa. Anche a costo di lasciarsi morire di fame.

“Da oggi inizia lo sciopero della fame. Stavolta non ci fermiamo. Dopo qualche giorno, a seconda di come evolverà la situazione, prima che cominci la debolezza darò ordine di interrompere le cure e l’alimentazione per mia moglie, salirò sul tetto e se qualcuno tenterà di avvicinarsi volerà qualche tegola”, ha dichiarato l’uomo al Centro.

Nel palazzo risiedono anche altre due persone con invalidità rispettivamente al 75% e al 100%. Ma nessuno ha ancora fatto nulla, neanche dopo la visita del governatore Luciano D’Alfonso.

L’elevatore le consentirebbe di godere di qualche ora d’aria all’aperto, accompagnata dal marito o dai figli fuori dall’appartamento in cui è rinchiusa per via dei 72 scalini che le impediscono di uscire.

Il comitato “Ora Basta” ha già dichiarato la propria adesione alla protesta di Tonino con uno sciopero della fame a sostegno di Liliana.