SULMONA – Paradossi cromatici in forza Italia: il partito azzurro è in profondo rosso, con debiti per 87 milioni di euro, di cui 7 da trovare con urgenza per far fronte alle spese correnti.

La senatrice Maria Rosaria Rossi, a nome di un piccatrissimo presidente Silvio Berlusconi, continua a tuonare contro i parlamentari e consiglieri regionali che non versano le quote al partito, come invece si erano impegnati solennemente a fare prima di venire eletti, o meglio ad essere nominati onorevoli grazie ad una posizione sicura nelle liste dei canddati, come consente l’attuale legge elettorale.

Parlamentari e consiglieri anche abruzzesi, conferma ad AbruzzoWeb l’onorevole Paola Pelino, che però si guarda bene dal fare i nomi e cognomi di coloro che non versano la quota pattuita di 800 euro al mese, decurtata da stipendi di gran lunga più ricchi.

Io comunque ho versato fino all’ultimo centesimo”, assicura per prima cosa la deputata di Sulmona (L’Aquila).

Doverosa precisazione, a scanso di equivoci, visto che Pelino era stata accusata di non aver pagato un costoso abito acquistato da una boutique di Pescara, con la vicenda finita, oltre che sulle prime pagine dei quotidiano nazionali, anche nelle aule di tribunale.

“Invito i miei colleghi a fare altrettanto – afferma dunque la Pelino – visto che il partito è in difficoltà economica e anche il presidente Berlusconi sollecita al senso di responsabilità. Anche il Partito democratico, del resto naviga in brutte acque, e Matteo Renzi dovrà fare cene con sottoscrizione da 5 mila euro. Questo perché i partiti senza finanziamenti pubblici non hanno più soldi”.

E la Pelino coglie l’occasione per invitare i suoi colleghi ad essere meno assentisti.

“Io alla Camera ho oltre il 90 per cento di presenze, altri hanno percentuali molto inferiori, serve maggiore serietà, chi è stato eletto deve rappresentare i cittadini, per di più in un momento molto difficile per il Paese”.