CHIETI – L’ex primario di Neonatologia dell’ospedale di Chieti, Giuseppe Sabatino, resta agli arresti domiciliari.
Il tribunale del riesame di Chieti ha infatti respinto la richiesta di libertà avanzata dal suo difensore, l’avvocato Andrea Di Lizio.
Il 64enne professore universitario è ai domiciliari dallo scorso mese di luglio. Deve rispondere di violenza sessuale e corruzione.
Lo accusano di palpeggiamenti e molestie sessuali diverse mamme dei piccoli pazienti della Neonatologia teatina. La corruzione, invece, sarebbe dovuta al fatto che avrebbe prescritto latte in polvere e integratori di determinate case farmaceutiche in cambio di denaro.
Visto che entrambi i reati si sarebbero perpetrati in ospedale e visto che il neonatologo ha ormai cessato ogni tipo di attività, non avendo più rapporti di lavoro né con la Asl né con l’università ‘D’Annunzio’, la difesa ha pensato che non fosse più possibile reiterare il reato e che perciò le esigenze cautelari fossero cessate.
Il tribunale del riesame, nel rigettare l’istanza, non ha contestato il fatto che Sabatino ormai non lavora più, ma ha ritenuto che le esigenze cautelari non fossero cessate avendo riconosciuto il professore “vittima” di una malattia che incide sul controllo della personalità e in particolare degli impulsi.
Un riconoscimento che farà sicuramente gioco alla difesa, che potrà imperniare la propria strategia proprio sul fatto che la malattia non sarebbe elemento per nulla secondario nella vicenda che ha travolto il professore universitario.



