CHIETI – Giovanni Legnini e Giuseppe Fanfani, entrambi del Partito democratico, sono gli unici due componenti laici del Consiglio superiore della magistratura risultati eletti dallo spoglio dell’ottava votazione del Parlamento, in seduta comune, nella tarda serata di mercoledì sera.
Sottosegretario di Stato all’Economia con delega alla ricostruzione post-sisma dell’Aquila, il chietino Legnini è in piena corsa come favorito per la vicepresidenza dell’organo di autogoverno dei giudici.
Le sue dimissioni dal governo Renzi (come vuole la prassi istituzionale) e da deputato (come prescrive invece la legge) provocheranno un effetto domino pauroso.
L’Abruzzo perderà il suo unico esponente al governo che dovrà essere sostituito con un nuovo sottosegretario, tra i papabili si fa il nome della senatrice Stefania Pezzopane.
In alternativa, potrebbe essere chiamato Giovanni Lolli, che ha già svolto quel ruolo dal 2006 al 2008, e che entrerà a Montecitorio proprio al posto del dimissionario Legnini.
Ancora, Lolli dovrà lasciare la vice presidenza della Giunta regionale, che ha assunto da un paio di mesi, a un altro esponente del Pd aquilano, forse il rampante Pierpaolo Pietrucci, forte di 7 mila preferenze, ma sulla carta quella casella potrebbe essere occupata anche da un esterno.
Per i restanti sei componenti laici (e l’elezione di due giudici costituzionali), è tutto in alto mare dopo un’intera giornata di votazioni, quella di oggi.
Ecco perché i presidenti del Senato e della Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, preso atto dei risultati delle votazioni per l’elezione di giudici della Corte Costituzionale e di componenti del Consiglio superiore della magistratura, e informati dell’esigenza espressa dalla gran parte dei gruppi parlamentari di avere più tempo per raggiungere le necessarie intese, hanno stabilito di convocare nuovamente il Parlamento in seduta comune per lunedì 15 settembre alle ore 15.






