L’AQUILA – Sono iniziate all’Aquila le celebrazioni in occasione del 66° anniversario del 25 aprile, festa nazionale della Liberazione dell’Italia
Questa mattina alle 10, in piazza IX Martiri, è stato reso un omaggio ai Nove martiri aquilani, trucidati il 23 settembre 1943.
Alle 10.30 alla Villa Comunale, alla presenza del prefetto Giovanna Maria Iurato, dell’assessore comunale Giuliano Lalli e dei rappresentanti delle forze dell’ordine, ha avuto luogo l’omaggio con la deposizione della corona ai piedi del monumento ai Caduti della Patria.
VASTO: IL MESSAGGIO DELL’ANPI DI CHIETI
VASTO – “Risorgimento e Liberazione sono termini che si richiamano e stanno insieme a connotare la tormentata storia del nostro Paese, giacché segnano l’inizio e la conclusione di quel lungo percorso che porta all’unificazione e all’indipendenza della patria, attraverso la conquista della libertà”.
Inizia così il messaggio del comitato provinciale di Chieti dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani, in occasione del 25 aprile.
“Nell’ Ottocento – dice ancora l’Anpi – si combatte principalmente per l’eliminazione di una costrizione esterna, rappresentata dalle interferenze di potenze straniere che impediscono all’Italia di essere una, indipendente e sovrana; nella prima metà del XX secolo, a partire dal ventennio fascista, si combatte per non essere soggetti, entro i confini della patria, all’arbitraria volontà altrui che conduce al fanatismo e alla coercizione”.
“‘Libertà da o Libertà di’ – prosegue – in ogni caso si combatte sempre contro un’oppressione che, di fatto, prova a offuscare le coscienze e a limitare le condizioni di possibilità dell’autodeterminazione. Questa sete di libertà, che ha contraddistinto il primo e il secondo Risorgimento, è stata soddisfatta a caro prezzo, con il sacrificio di tante vite umane: come sanno bene le popolazioni che vivono alle falde della Maiella”.
“Non a caso – sottolinea – le vicende vissute dalla nostra gente durante il primo e il secondo Risorgimento chiamano in causa il nostro patrio monte, alla cui ombra si è consumato l’olocausto di infiniti martiri della patria”.
“Infatti – continua l’Anpi – il nome La Maiella fu scelto a simbolo di libertà, prima da Gian Vincenzo Pellicciotti, l’animatore del movimento liberale chietino, per il suo giornale che vide la luce nei convulsi giorni del maggio 1848, e poi da quella brigata di coraggiosi, formatasi intorno a Ettore Troilo e Domenico Troilo, che si coprirà di gloria nella lotta di liberazione dal Nazifascismo”.
“Siamo vigili, dunque – conclude – e sempre pronti a difendere la libertà così faticosamente riconquistata, tutelando quei principi solenni della nostra Costituzione che garantiscono i diritti fondamentali della persona. Perché la Maiella torni a essere il simbolo della fierezza degli Abruzzesi, insofferenti di ogni coercizione. Questo è il monito che si leva dalla celebrazione del 25 aprile”.
TARGA IN MEMORIA ARRIGONI VICINO A QUELLA DEI NOVE MARTIRI
L’AQUILA – Un nutrito gruppo di persone ha affisso una targa dedicata al pacifista italiano, ucciso a Gaza lo scorso 15 aprile, Vittorio Arrigoni, di fianco al monumento dedicato ai nove martiri aquilani fucilati dai nazisti il 23 settembre 1943.
I cittadini e diversi membri dell’Anpi sono entrati in zona rossa per rendere omaggio ai caduti.
“In un periodo di totale revisionismo storico volevamo tornare a parlare del 25 aprile come data importante di liberazione dai nazifascisti”, ha detto Stefano Frezza, un cittadino aquilano.
“Per di più – ha aggiunto – abbiamo pensato di affiggere una targa dedicata al nostro amico Vittorio Arrigoni, al quale lo stato italiano non ha riconosciuto assolutamente il valore di un lavoro che lui ha portato avanti nella striscia di Gaza. Una targa dedicata a lui, ma anche a tutti quello che in Italia e nel mondo lavorano per la pace e per portare un aiuto alle popolazioni in difficoltà”.
Sulla targa la frase con la quale Arrigoni firmava i suoi scritti ‘Restiamo Umani’, la frase di Nelson Mandela ‘Vincitore è il sognatore che non si arrende mai’ e la dedica a ‘Vittorio Arrigoni e a tutti i partigiani per la liberazione dall’oppressione’.
In mattinata si è svolta anche la commemorazione ufficiale da parte del comune alla presenza dell’onorevole Giovanni Lolli e dell’assessore al Personale Giuliano Lalli, in rappresentanza del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
PESCARA: CONTESTATO SINDACO MASCIA
PESCARA – Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, è stato contestato alla fine del suo discorso in occasione della cerimonia per il 25 aprile nel capoluogo adriatico, perché, secondo i contestatori, non ha fatto nessun riferimento alla Resistenza, al fascismo e al nazifascismo.
Tra il pubblico erano presenti numerosi esponenti dei partiti di opposizione e diversi componenti dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), che alla fine dell’intervento di Mascia hanno urlato più volte ‘resistenza’ ed hanno intonato ‘Bella ciao’.
Intanto, alle 15.30, ha preso il via, nei pressi del Ponte del mare a Pescara, la manifestazione unitaria ‘Resistere Uniti’, promossa proprio dall’Anpi.
Nel corso dell’evento, patrocinato dal Comune e dalla Regione Abruzzo, porteranno il saluto delle istituzioni il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano e il vicepresidente del Consiglio comunale di Pescara, Fausto Di Nisio.





