L’AQUILA – “I ritardi accumulati in questi mesi potrebbero far slittare di un anno il cronoprogramma della Direzione regionale Beni culturali che rischia di non riuscire a spendere entro il 2014 i 100 milioni programmati per le opere in corso di restauro e ricostruzione”.
Anche i costruttori lanciano l’allarme per i problemi legati alla vacatio alla direzione regionale, con l’attesa che oramai perdura da tempo della nomina del direttore abruzzese da parte del Ministero, che dovrebbe arrivare insieme a quelle della direzione regionale del Friuli e delle direzioni generali Antichità e Turismo.
E lo fanno attraverso la voce dei presidenti di Ance Abruzzo e Ance L’Aquila, Enrico Ricci e Gianni Frattale, che in una nota spiegano che “vanno verso la paralisi i cantieri degli edifici monumentali del cratere”.
Uno stallo generato, con molta probabilità, dalla recente inchiesta per presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione di beni culturali ed ecclesiastici, che sta interessando proprio la direzione regionale abruzzese, e l’iscrizione al registro degli indagati del direttore uscente, Fabrizio Magani, che quasi certamente sarebbe stato riconfermato.
“Alle imprese – spiegano ancora nella nota – non vengono corrisposti gli stati di avanzamento lavori con conseguenti gravi disagi per il pagamento di subappaltatori, fornitori e maestranze”.
Senza la nomina ufficiale, infatti, l’ex direttore dal 16 aprile non può più firmare i mandati di pagamento: con il conseguente blocco dell’erogazione dei Sal (stadi di avanzamento lavori), le ditte non possono più permettersi di anticipare soldi di tasca loro per i vari interventi. Una situazione difficile, se si pensa che solo nel mese di agosto 2013 la direzione abruzzese ha bandito appalti per oltre 70 milioni di euro.
Come spiegano Ricci e Frattale, lo stallo è completo visto che “anche alcuni direttori dei lavori sono stati sospesi per via delle inchieste in corso e questo impedisce di prendere decisioni cruciali per un fluido avanzamento dei lavori”.
L’Ance fa sapere di aver già esposto il problema al ministro Dario Franceschini, che “già da mesi ha annunciato la pronta soluzione. Ad aprile si disse che la vacatio sarebbe stata risolta in trenta giorni, oggi abbondantemente trascorsi. Alle imprese si chiede professionalità e puntualità nei lavori, ma a questo dovrebbe corrispondere altrettanta premura da parte delle istituzioni e del Governo, anche nel rispetto delle attese dei cittadini. È preoccupante che nel quadro desolante della mancanza di risorse che impediscono alla ricostruzione di entrare a regime si fermi, per cause collaterali, anche quella porzione di attività che avrebbe mezzi e risorse per proseguire speditamente e per riportare fiducia nel cratere”.
La soluzione proposta dall’Ance è di ricorrere “a un commissario temporaneo che tamponi l’emergenza, visto l’allungamento eccessivo dei tempi procedurali che grava pesantemente sulle imprese e sui cittadini”.
Il legale di Magani, Fabio Alessandroni, ha già chiarito che comunque l’avviso di garanzia “non è un ostacolo alla conferma del mio assistito come direttore regionale dei Beni culturali per l’Abruzzo” poiché si tratta “di un avviso di garanzia tecnico finalizzato all’acquisizione di documenti e atti”.



