L’AQUILA – Associazioni ambientalisti, partiti (Sel e Prc) nonchè la Cgil sono contrari alla serie di progetti, definiti ”anacronistici e devastanti”, sottoscritti lo scorso febbraio a palazzo Chigi nel protocollo d’intesa che prevede una serie di azioni per valorizzare ambientale e agrosilvapastorale e in particolare la creazione di una mega stazione sciistica.

“Di fatto – hanno spiegato gli oppositori – queste azioni non trovano la conseguente declinazione programmatico-finanziaria e si propongono come prioritarie e realizzabili solo le infrastrutture sciistiche e i campi di golf. Insomma il cemento ed il movimento terra sono motore del protocollo”.

A spiegare le contrietà al protocollo sono stati Franco Salvati, Antonio Perrotti, Marino Bruno, Piero Angelini, Daniele Valfrè, Umberto Trasatti ed Enrico Perilli.

”Siamo da sempre contrari alle gestioni commissariali – ha detto Trasatti della Cgil – e anche in questo protocollo non c’è stata la partecipazione dei Consigli comunali. Sull’occupazione, poi, solo numeri al di fuori della realtà”.

Petrilli di Prc e Perrotti dell’associazione ’Terre pubbliche’ hanno aggiunto che ”siamo pronti a ricorrere di nuovo al Tar, perché la gestione commissariale non può sempre passare avanti a tutto. Ricordiamo che lo scorso 21 febbraio il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Rinfondazione comunista e Italia Nostra contro il sistema commissariale: la pianificazione urbanistica deve essere realizzata solo dai Consigli regionali, provinciali e comunali. Il protocollo è stato sottoscritto solo da 5 Comuni contro i 63 interessati”.

I contrari al protocollo d’intesa hanno proeguito affermando che ”le ipotesi di ’sviluppo’ delineate appaiono in palese contrasto con il quadro programmatico e pianificatorio vigente a tutti i livelli istituzionali, dalla legge 394 ai decreti istitutivi delle aree protette.

Gli interventi canterabili, come il collegamento sciistico tra le stazioni invernali di Ovindoli e Campo Felice e la cittadella della montagna, mettono a rischio i corridori ecologici di grande importanza per alcune specie di animali protetti, tra cui l’orso bruno marsicano”.