L’AQUILA – A tre settimane dall’inizio delle proteste e delle polemiche da parte degli sfollati aquilani ‘sfrattati’ dagli alberghi con una lettera che li intima a lasciare le strutture entro 48 la Struttura per la gestione dell’emergenza ha emesso un comunicato ufficiale con il quale afferma che gli uffici sono al lavoro per “evitare privilegi e discriminazioni nell’assegnazione degli alloggi e garantire piena uguaglianza e parità di trattamento a tutta la popolazione assistita”.

Una nota emessa dopo l’ultimo, in ordine temporale, caso di un cittadino invitato a lasciare il residence sulla costa dove è ospitato e tornare, nonostante lavori, viva in quella città.

“Può usufruire del Contributo di autonoma sistemazione”, spiega la Sge che aggiunge: “  che è comunque un aiuto da parte dello Stato da utilizzare per pagare un affitto di locazione altrove.

“Non si può pretendere di godere a vita dell’ospitalità  alberghiera a carico dello Stato” è scritto nella nota.

LA NOTA COMPLETA DELLA SGE

Evitare privilegi e discriminazioni nell’assegnazione degli alloggi e garantire piena uguaglianza e parità di trattamento a tutta la popolazione assistita. Con queste finalità la Struttura Gestione Emergenza lavora ogni giorno, nel pieno rispetto delle regole, per garantire un’adeguata sistemazione alloggiativa alla popolazione abruzzese colpita dal sisma del 6 aprile 2009.

In merito alle ultime notizie apparse a mezzo stampa, relative ad alcuni cittadini ospiti di strutture ricettive sulla costa abruzzese, che hanno dichiarato di non voler tornare nella loro città, è il caso di specificare che non esiste una normativa che obbliga i cittadini a tornare all’Aquila, ma non si può pretendere di godere a vita dell’ospitalità  alberghiera a carico dello Stato.

La soluzione alternativa, prevista nel caso specifico, è quella di chiedere il contributo di autonoma sistemazione (Cas), che è comunque un aiuto da parte dello Stato da utilizzare per pagare un affitto di locazione altrove.

Per chi invece desidera tornare a vivere in città, la Sge farà tutto il possibile per far riavvicinare in tempi brevi i cittadini all’Aquila, vagliando anche quei casi che, per la loro complessità, richiedono uno sforzo maggiore delle situazioni ordinarie

ARTICOLI CORRELATI:

SFOLLATI E SFRATTATI: ORA ANCHE DALLA COSTA ”MA QUI LAVORO, ALL’AQUILA NO: NON MI MUOVO”