L’AQUILA – Nel caso di mancata attivazione del polo tecnologico di Barisciano, individuato per il trattamento e lo smaltimento delle macerie del terremoto, oltre alle lungaggini burocratiche e alla confusione tra gli enti, spicca anche la circostanza che due tecnici sono al lavoro da oltre un anno per la progettazione senza che nessuno abbia formalizzato convenzione e contratto.
Senza formalizzare gli accordi con Riccardo Zingarelli e Cristiana Alfonsetti, due professionisti esperti nel settore, non si possono consegnare ufficialmente i progetti e soprattutto cominciare i lavori.
A questo va aggiunto il rischio di contenziosi. La vicenda si va ad intersecare con l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri, attesa da settimane, che prevede la nomina di un soggetto attuatore anche con poteri di deroga. La vicenda dei due professionisti è singolare: nel febbraio 2010 viene firmata una intesa tra il tavolo tecnico e l’ordine degli ingegneri dell’Aquila per l’affidamento della progettazione dello stoccaggio temporaneo nei siti di Bazzano e Barisciano; l’ordine individua i due professionisti; a settembre si opta per il solo sito di Barisciano con un accordo di programma tra Regione, Struttura per la Gestione dell’Emergenza (Sge), Provincia e Comune dell’Aquila e Comune di Barisciano.
I due tecnici continuano a lavorare pur non avendo garanzie.
A fine novembre firmano la convenzione con la Sge, ma il contratto non viene mai formalizzato perché, secondo quanto riferito ai due professionisti, c’é il cambio di dirigenza. A fine gennaio viene ventilata l’ipotesi che non sia la Sge ma il Comune di Barisciano a risolvere la faccenda come soggetto attuatore. Ma non accade ancora nulla.



