L’AQUILA – La senatrice Stefania Pezzopane, a cinque anni dal sisma, in una lettera riflette sull’Aquila, sul ricordo doloroso della notte del 6 aprile 2009 e sulle difficoltà che la città ha dovuto affrontare nel tempo. Il ricordo insieme all’augurio che i provvedimenti del nuovo governo possano contribuire ad un processo di ricostruzione sempre più attivo e serrato.

IL TESTO DELLA LETTERA

“Sono già trascorsi cinque anni, un lustro. A qualcuno sembrano pochi, ma per noi aquilani sono stati gli anni più lunghi e forse più difficili. Cinque anni di dolore, di lotta, di speranza. Cinque anni per piangere e lottare, per non rassegnarsi, per non mollare – dichiara la Pezzopane – Ad ogni anniversario il dolore per la perdita delle 309 vittime di quella terribile notte torna a farsi più vivo, più straziante. E’ un dolore che non ci abbandona mai, un dolore, con cui i parenti di chi non c’è più, fanno conti tutti i giorni”.

“La fiaccolata, che come ogni anno si snoda per le vie della città nella notte tra il 5 e il 6 aprile, è un momento di lutto collettivo – continua poi – Un ricordo doloroso, doveroso, perché quelle morti non si ripetano più. L’Aquila si stringe attorno ai suoi morti, si raccoglie di nuovo in un momento di sofferenza collettiva, anche per rinvigorire le ragioni e le motivazioni per  andare avanti.Jemo ‘nnanzi. Anche il Papa ci incoraggia a non perderci d’animo. Ma noi aquilani, nonostante viviamo una quotidianità fatta di fragilità e di smarrimento, abbiamo dimostrato in più occasioni di saper resistere. Alle spalle ci lasciamo un anno duro, che tuttavia ha segnato una svolta nel processo di ricostruzione”.

“Nonostante le incomprensioni con il precedente governo, siamo entrati nel vivo della ricostruzione. Lo Stato ha aperto i rubinetti e tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 abbiamo ottenuto risorse importanti, anche se non sufficienti per andare avanti – spiega – Se potessimo contare su un flusso certo di finanziamenti organici, la ricostruzione procederebbe a ritmi ancora più serrati, anche se le gru in centro storico già testimoniano un cambio di passo rispetto agli anni precedenti, quando c’erano solo macerie e disperazione La nuova governance funziona e la delega del sottosegretario Giovanni Legnini alla ricostruzione è per noi un’ulteriore garanzia, ma abbiamo bisogno di un miliardo l’anno per almeno cinque anni, se vogliamo proseguire a ritmo serrato anche negli anni successivi. Il 2019, decennale del sisma, è per noi un traguardo importante. Vorremo poter dire all’Italia e al mondo intero che L’Aquila è risorta. Vorremo poter vedere al posto delle gru, palazzi, piazze, vicoli e chiese ricostruiti, insieme ai luoghi della socialità.

“In questo quinto anniversario di dolore e di speranze – conclude la senatrice – vorremmo lanciare un messaggio di fiducia, ai tanti giovani che stanno lasciando la città o lo hanno già fatto, disorientati dalle tante assenze, dalle tante carenze. L’Aquila risorgerà, superando le paure e le incertezze, che speriamo di poterci lasciare alle spalle”.