L’AQUILA – Corrado Catenacci e Gianfranco Mascazzini, l’ex commissario straordinario di governo per l’emergenza rifiuti in Campania e l’ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente in pensione, possono reiterare il reato e per questo si rende necessario un provvedimento restrittivo personale se pure con il beneficio dei domiciliari dato che “risultano avere compiuto da tempo i settanta anni”.
La sottolineatura è del gip collegiale del tribunale di Napoli, collegio presieduto da Bruno D’Urso, che ha valutato in oltre 940 pagine di ordinanza di custodia cautelare l’arresto di 14 tra ex e attuali dirigenti pubblici e gestori di impianti di depurazione tra Parma, Napoli e Caserta per il disastro ambientale delle coste campane dovuto all’immissione in mare di percolato non depurato in impianti inadeguati.
Mascazzini, rileva il gip, è consulente della Sogesid, “società in house del ministero dell’Ambiente cosicchè anche l’attuale ruolo rivestito lo pone direttamente a contatto con le tematiche ambientali e di salute pubblica”.
Catenacci e’ presidente della Sapna, la società della Provincia di Napoli “che si occupa della gestione rifiuti nella provincia di Napoli”.
Quanto a Marta Di Gennaro, in pensione da dicembre, la valutazione del gip, cui il fascicolo di indagine e’ approdato a luglio, quando cioè era ancora in servizio, si basa appunto sul fatto che ella ricopra ancora ruoliin cui c’è “rilevantissimo pericolo di reiterazione di reati analoghi”.
Il gip per lei annota: “Si ritiene di non dover aggiungere più alcun comemnto per delinearle lo spessore criminale e la assoluta gravissima responsabilita’ penale per i reati ascritti”.





