LANCIANO – L’arcivescovo emerito della diocesi Lanciano-Vasto (Chieti), Carlo Ghidelli, festeggia oggi i 10 anni di permanenza nella diocesi frentana.
Ghidelli, originario di Crema, Lombardia, è stato ordinato vescovo il 14 gennaio 2001 nella cattedrale della Madonna del Ponte dal cardinale Giovanni Battista Re, concelebrante il predecessore di Ghidelli, Enzio D’Antonio. Nei dieci anni passati a Lanciano, che Ghidelli definisce “intensi”, il presule ha riorganizzato alcuni uffici della Curia, riesumato il lodo di pace tra lancianesi e ortonesi di San Giovanni da Capestrano e creato iniziative nuove, come i pellegrinaggi nella terra di tre papi (2007 in Polonia terra di Giovanni Paolo II; nel 2008 a Bergamo citta’ di Giovanni XXIII e nel 2009 a Brescia città di Paolo VI).
Nel 2004-2005 ha indetto l’anno Eucaristico Mariano con il pellegrinaggio della statua della Madonna del ponte in tutte le parrocchie della diocesi; il pellegrinaggio del busto di San Tommaso in ogni parrocchia della diocesi; dal 2004, il 7 dicembre di ogni anno, il pellegrinaggio verso la Chiesa di Santa Maria Maggiore in occasione della festa dell’Immacolata Concezione; la fondazione del trimestrale di informazione della Curia, ‘Terrame”, gennaio 2004.
“Certamente potevo fare di più e meglio. Confesso pure di avere fatto alcuni sbagli e per questo chiedo perdono a Gesù e alla Chiesa frentana” dice Ghidelli, che martedì 18 gennaio, a un mese esatto dall’ordinazione episcopale del suo successore, l’arcivescovo Emidio Cipollone, originario della Marsica, partirà per andare nella diocesi di Milano portando con sè, come scritto nella sua ultima lettera pastorale, “un pugno di terra e una bottiglia di acqua del mare di Ortona”.
Prima della partenza Ghidelli celebrerà l’ultima messa nella cattedrale della Madonna del Ponte di Lanciano, domenica 16 gennaio alle 18.
A concelebrare con lui ci saranno l’attuale arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone e l’arcivescovo emerito Enzio D’Antonio, predecessore di Ghidelli. Una “triade” speciale quella presente in cattedrale: sono, infatti, gli ultimi 3 vescovi che si sono succeduti alla guida dell’arcidiocesi e che non hanno mai celebrato una Santa Messa assieme.






