L’AQUILA – Primi bandi in primavera per gli interventi di riparazione del cimitero monumentale dell’Aquila, che da quasi 5 anni versa in condizioni di degrado totale dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Sembra intravedersi così la luce in fondo al tunnel in questa indecorosa situazione, che dal sisma non rende il giusto onore ai defunti e non permette agli aquilani di omaggiare i propri cari in sicurezza.
Lavori per un importo di 5,5 milioni di euro, una somma stanziata già nel 2011, dal decreto 78 dell’allora commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e che riguarda anche i 19 cimiteri delle frazioni dell’ampio comune aquilano.
Molti progetti sono in fase esecutiva e attendono di essere approvati, per altri lavori si è ancora un po’ indietro, come si evince dal cronoprogramma degli interventi che l’assessore comunale alle Opere pubbliche Alfredo Moroni snocciola ad AbruzzoWeb.
Tra le novità, la realizzazione del loculario temporaneo dove spostare le bare ogni volta che sarà ricostruito un pezzo di cimitero, anche se mancano i soldi per le operazioni di spostamento, e l’aiuto dei privati attraverso il project financing per demolire una grande quantità di loculi realizzati decenni fa e inutilizzabili perché fuori norma.
Sui ritardi nella fase di progettazione pesa soprattutto il tempo perso nel passaggio dal regime commissariale a quello ordinario. Ma su questo l’assessore si discolpa.
“Non potevamo avviare la fase di progettazione senza risorse, che sono arrivate come disponibilità al trasferimento solo nell’aprile 2013”, spiega.
Impossibile, al momento, dire quanto tempo ci vorrà per far tornare il cimitero a come era il 5 aprile 2009.
“In questa fase non so valutare, sicuramente serviranno anni: alcuni lavori sono molto complessi, quando verrà chiusa la fase di progettazione e i bandi di gara sapremo dire qualcosa in più”, dichiara Moroni.
Il sindaco, Massimo Cialente, qualche tempo fa ha parlato di “2 anni” per la fine di tutti i lavori.
L’EDIFICIO 96 IL PRIMO A PARTIRE, POI GLI ALTRI INTERVENTI
Il primo edificio sul quale dovrebbero iniziare i lavori di ricostruzione è la “palazzina 96”, quella che si trova nella parte bassa del camposanto, di recente costruzione (è in cemento armato), ma resa inagibile dal sisma per via delle lesioni ai pilastri giusto sotto il tetto.
La struttura contiene circa mille loculi e a oggi è pericolante, ma nonostante i cartelli di divieto e le transenne, i fiori freschi sulle tombe testimoniano che la gente è stufa di aspettare e preferisce rischiare.
“Sull’edificio in questione – spiega Moroni – è previsto un importo progettuale di 840 mila euro, è in corso la progettazione esecutiva. Chiusa questa fase si farà il bando che, se il progetto si chiuderà in un mese, potrà essere emanato in primavera”.
In fase di progettazione esecutiva anche l’intervento sulla chiesa di San Giuseppe dei Minimi, che si trova proprio dentro il cimitero, costerà ben 1 milione 372 mila euro.
L’edificio sacro, poco noto a molti aquilani, era in ristrutturazione da prima del terremoto, tanto che ancora oggi le impalcature sono montate. In base ai lavori pre-sisma, la facciata doveva essere smontata e poi ricostruita pezzo a pezzo, la struttura consolidata.
Un altro intervento molto importante è quello che riguarda il monumento ai Nove martiri aquilani giustiziati dalle truppe naziste del 1943. Un edificio storico abbandonato a se stesso da quasi un lustro. Per ripararlo ci vorranno 1,4 milioni. Anche per questo intervento si sta affidando la progettazione esecutiva.
Interventi di restauro e consolidamento sono previsti per la camera mortuaria: “476 mila euro è l’importo dei lavori. È stato approvato il progetto preliminare, ora siamo in fase di redazione del progetto esecutivo”.
Le opere di ricostruzione riguarderanno anche l’ossario, per il quale sono stati stanziati 569 mila euro. Come spiega l’assessore, si sta affidando la progettazione esecutiva.
Come già anticipato da questo giornale, per eseguire i lavori sugli edifici sarà necessario spostare temporaneamente le bare. Per questo motivo è stato costruito un loculario nella zona Est del cimitero.
“La realizzazione della struttura è in fase di ultimazione”, annuncia Moroni, che pone, però, il problema risorse: “gli spostamenti dei feretri costeranno tanto e al momento non ci sono risorse per coprire questi costi”.
Ancora lì, invece, il loculario enorme e vuoto, di colore grigio cemento armato, mai utilizzato perché non più a norma. “Abbiamo presentato un project financing per la realizzazione del forno crematorio, la commissione che lo sta esaminando ha ricevuto anche la proposta di demolizione di questa struttura terrificante”.
I CIMITERI DELLE FRAZIONI
Per il cimitero di Tempera è in corso la progettazione esecutiva per 259 milioni, per i lavori di manutenzione straordinaria e riparazione danni post terremoto.
“Dovremo mettere le mani anche sul cimitero di Roio, dove dobbiamo avvisare la riparazione post sisma e realizzare un nuovo loculario”, dice Moroni.
LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Accanto agli interventi di riparazione post-sisma, ci sono anche quelli relativi alla manutenzione straordinaria.
Per il cimitero aquilano è in corso la sistemazione dell’area dell’ingresso Sud per un importo di 1 milione 149 mila euro. “Il progetto è già stato approvato, i lavori sono stati affidati alla ditta Mic, il contratto è in corso di stipula”.
“Nella zona Est abbiamo completato i parcheggi e gli ingressi, il progetto era di 500 mila euro”. Completata anche la pavimentazione e sistemazione dei viali verdi di accesso al cimitero, un intervento da 244 mila euro.
Per quanto riguarda i cimiteri delle altre frazioni, è stato realizzato il loculario a Poggio Santa Maria di Sassa per 202 mila euro. “A Santi di Preturo, stiamo riavviando un vecchio intervento fermo nel 2004, si tratta di 54 mila euro di lavori”, spiega Moroni.



