L’AQUILA – S’è preso gli applausi anche a nome di papà Fabrizio, come sempre.
Cristiano De André ha strabiliato a modo suo il pubblico della discoteca Set Action Stage dell’Aquila, suonando insieme a un altro, grandissimo chitarrista del suo livello, Osvaldo Di Dio.
Un’ora e mezza circa di sue canzoni e di canzoni del padre, ovviamente, con una passata al pianoforte per un’incantevole “Verranno a chiederti del nostro amore”, spezzata dopo poche strofe per accordare meglio lo strumento e corredata dal racconto di quando si svegliò alle cinque del mattino e osservò sua mamma, Enrica Puny Rignon, la prima moglie di Fabrizio De André, piangere sulle note suonate dal marito, a canzone appena messa a punto.
Un’ora e mezza sbilenca e geniale, lo stile dell’irregolare Cristiano, musicista pazzesco, è questo qui, tra parole anarchiche contro il potere, quello che suo papà ha combattuto sbugiardandolo in musica e in poesia, e prese di posizioni nette sull’umanità che “non deve delegare nessuno” per farsi comandare.
Il pubblico aquilano ha omaggiato Cristiano, quest’anno a Sanremo, riempiendo la metà dell’enorme sala della discoteca, Cristiano ha ricambiato quasi svenandosi per suonare con l’anima e coi nervi, accompagnato da un Di Dio che definire virtuoso equivale a fargli torto.
Una serata cantautorale che ha entusiasmato tutti i presenti, letteralmente incendiati dalle note e dalle parole di pezzi leggendari del vecchio De André, Un giudice, Nella mia ora di libertà, Creuza de ma, La canzone di Marinella, Se ti tagliassero a pezzetti e pezzi riusciti da Così in cielo così in guerra, ultimo album del giovane De André, come Non è una favola (che ha un passaggio che rimanda a Fiume Sand Creek), e Credici.
Tutto rigorosamente acustico, due chitarre e tanta tecnica che hanno superato alla grandissima qualche difficoltà dell’impianto audio.
Insomma, la prima volta all’Aquila di Cristiano De André, “nessuno mi ci aveva mai trascinato, il merito va agli organizzatori”, è da tenere stretta nell’album dei ricordi.
In attesa di vederlo salire di nuovo sul palco del Set, magari con la band completa al seguito.
La lunga stagione live del Set, partita lo scorso 18 gennaio con l’esibizione di un altro figlio d’arte, il giovane Filippo Graziani, prosegue dunque nel segno della grande musica italiana.
L’8 febbraio sarà la volta dell’artista romano Fabrizio Moro.



