L’AQUILA – “Faremo delle verifiche e se ci verrà dato tutto quello che è previsto nell’accordo di programma non ricorreremo al Tar”.
È quanto dichiara il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, dopo la nota inviata dal ministero del’Istruzione in cui si smentiscono i tagli di 2,5 milioni di euro all’ateneo.
Tagli che avevano mandato su tutte le furie sia gli studenti universitari, che avevano parlato di “scelta vergognosa”, sia il rettore, che si era detto pronto a ricorrere al Tar “per impedire questo scempio”.
Un ricorso che non si farà se, dunque, per l’Università aquilana verrà rispettato l’accordo di programma fatto con il Ministero in cui si stabiliva di congelare il fondo dell’Ateneo preservandolo dai tagli ministeriali. “Nel decreto ministeriale della Gelmini invece si prevedono dei tagli – ha detto – Nella nota dicono invece che non ci saranno questi tagli. Faremo le nostre verifiche”.
A suscitare la rabbia del rettore, il decreto firmato il 21 dicembre dal ministro Gelmini per ripartire il Fondo di finanziamento ordinario delle Università in cui si registra un taglio, per L’Aquila, del 3,72 per cento.
Taglio smentito ieri in una nota inviata dal dicastero di viale Trastevere. “La nota numero 1563 del 31 dicembre 2010 inviata all’ateneo aquilano – spiega il comunicato – comunica una prima assegnazione di Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) di 68 milioni 784 mila euro per l’esercizio 2010, pari a quella del 2009″. “Rimangono confermate – si legge – le assegnazioni previste dall’Accordo di programma”.
IL PD: “GOVERNO FA CASSA CON ATENEO L’AQUILA”
L’AQUILA – “Montagne di carbone devono aspettarsi dalla Befana i Ministri Tremonti e Gelmini dopo l’ ultimo (solo in ordine di tempo) scippo all’ Università dell’ Aquila”.
È quanto affermano in un comunicato congiunto Michele Fina, segretario provinciale del Partito Democratico, e Andrea Fidanza, responsabile università del partito.
“Nonostante la grande situazione di disagio per gli studenti aquilani e per l’ intera comunità universitaria, il decreto ministeriale del 21 Dicembre a firma Gelmini ha registrato un taglio del 3,72% al Fondo di Finanziamento Ordinario per l’ Università dell’ Aquila”.
“Ciò significa – dicono fina e Fidanza – un furto di 2 milioni e 548.200 euro per l’anno 2010, ovvero con esercizio finanziario sostanzialmente chiuso e decurtando, di fatto, l’ accordo di programma postsisma stipulato tra Università dell’ Aquila e il Ministero che mirava proprio a congelare l’FFO dell’ ateneo aquilano”.
“È palese – continuano – come questo governo punti a far morire definitivamente l’ ateneo e, con esso, l’ intera città universitaria”.
Il Ministro Gelmini con un comunicato diffuso il 4 Gennaio dalle agenzie stampa nega il taglio confermando, quindi, le assegnazioni previste dall’ accordo di programma.
“Non ci spieghiamo come si possa superare un decreto ministeriale ormai registrato alla Corte dei Conti – risponde il Pd – E allora delle due l’una: o il Ministro sta dimostrando ancora una volta la sua incompetenza in merito, oppure mente sapendo di mentire! Il Partito Democratico è sempre stato vicino e solidale con gli studenti aquilani sia sulle problematiche locali come la mancanza di mense, trasporti e alloggi pubblici, sia su questioni nazionali come la Legge Gelmini”.
“Contrasteremo ancora una volta – concludono Fina e Fidanza – con tutte le nostre forze, anche con un’interrogazione parlamentare, i tagli scellerati di questo Governo, volti a far cassa a spese degli accordi nati per garantire un futuro all’ Università dell’ Aquila”.
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