L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (Pd), al termine di una riunione con il segretario generale del Comune, ha firmato il documento con cui ufficialmente presenta le dimissioni, annunciate ieri in una lunga conferenza stampa in seguito all’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo su presunte tangenti nella ricostruzione, indagini che per la prima volta coinvolgono direttamente il Comune, anche se il primo cittadino non è indagato.

Cialente doveva anche firmare alcuni atti relativi alle aziende municipalizzate.

Entro venti giorni il dimissionario, al suo secondo mandato e da circa 7 anni alla guida del capoluogo abruzzese con una maggioranza di centrosinistra, potrebbe tecnicamente ritirare la rinuncia, eventualità però remota alla luce della sua dura presa di posizione.

In una riunione di Giunta svoltasi in casa di Cialente, l’assessore alla Cultura Betty Leone (Sel) è stata nominata vice sindaco al posto di Roberto Riga, che si era dimesso qualche giorno prima perché indagato nell’inchiesta.

La Giunta di centrosinistra andrà avanti per venti giorni, fino all’arrivo del commissario prefettizio.

Conviocato poi un vertice di maggioranza, il primo senza Cialente, dal centrosinistra nella sede comunale per reagire, hanno spiegato alcuni esponenti del Pd, “al fango che ci hanno gettato addosso e all’onorabilità ingiustamente violata”.

LA NOTA DEL COMUNE

Con una lettera inviata oggi al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, ai capigruppo consiliari e al segretario generale del Comune, Massimo Cialente ha formalizzato le dimissioni da sindaco dell’Aquila.

“La mia decisione viene assunta in assoluta serenità e consapevolezza di aver sempre agito con scelte positive e per il bene comune – ha scritto Cialente nella nota – ringrazio tutti i cittadini che, con i loro affetto e sostegno, mi hanno sempre sostenuto in questo percorso non semplice dal 2007”.

“A loro voglio dire che in questo cammino congiunto e drammatico, per le note vicende del sisma, ho svolto il mio incarico solo ed esclusivamente per servire la città e la sua gente – ha aggiunto – e tale scelta ha rappresentato sempre la via maestra del mio cammino istituzionale e amministrativo”.

“Le dimissioni di oggi sono l’ultimo atto amministrativo di fedeltà all’impegno assunto – ha concluso Cialente – Ringrazio di vero cuore anche le istituzioni comunali e territoriali, le organizzazioni e le associazioni, nonché il personale dell’Ente che in questi anni mi è stato vicino per assolvere i  tanti impegni ordinari e straordinari della ricostruzione della Città dell’Aquila”.

”STOP POLITICA, TORNO MEDICO. LOLLI UNICO CANDIDABILE”

“Ho chiuso definitivamente con la politica, dalle 13 di oggi sono un libero cittadino, sono un medico della Asl, un po’ anziano, che domani va a lavorare in ospedale negli orari normali, non in quelli strani di quando ero sindaco. Ho smontato tutto e domani porto via le mie cose e i miei libri”.

Così Massimo Cialente descrive oggi il suo immediato futuro, dopo l’annuncio di ieri delle sue dimissioni da sindaco dell’Aquila.

“Non è un Paese per gente come me, che sono un Forrest Gump. Come ha detto mio figlio – prosegue – andrò avanti a testa alta e passerò alla storia per essere stato l’unico sindaco in Italia a essersi dimesso per un avviso di garanzia”.

“Se Mediaset scrive che sono indagato significa qualcosa” dice, e a proposito dell’inchiesta aggiunge che “riparlerò dopo la chiusura delle indagini, allora mi riservo il diritto di tribuna con una conferenza stampa nella quale chiedere scusa, oppure su alcuni aspetti qualcuno dovrà chiederle a me”.

Quanto al futuro del centrosinistra in città, Cialente vede Giovanni Lolli come candidato sindaco: “Lolli è un fratello, nel mio ragionamento, sarebbe l’unico ad avere capacità”.

“CHIEDERE DIMISSIONI TRIGILIA O MIO SACRIFICIO VANO”

“Spero che domani il centrosinistra, guidato dal presidente del Consiglio comunale e dai segretari politici della maggioranza e, se vogliono, delle opposizioni, che finora non ci sono mai stati, decida di chiedere un incontro con il presidente del Consiglio Enrico Letta per rivendicare il miliardo di euro promesso dall’ex ministro Barca ed esigere le dimissioni del ministro Trigilia, che ha sostituito Barca nella gestione della ricostruzione per conto del governo”.

Questo invece l’augurio di Cialente per il prossimo futuro.

“Senza Cialente non hanno alibi. Se io fossi un politico queste cose farei. Non chiedo manifestazioni di solidarietà a Cialente, ma che il centrosinistra ponga queste istanze, magari accompagnati a Roma da qualche migliaio di aquilani”, ipotizza.

“Se non lo fanno subito – conclude – il mio sacrificio sarà in parte inutile e la città si ricostruirà forse tra venti o trent’anni”.

TELEFONATE DA LETTA, ERRANI, BARCA, LEGNINI E D’ALFONSO

Nessuno spiraglio per ripensamenti, dopo l’annuncio delle dimissioni dato ieri e motivato da “un clima cambiato, a partire dal rapporto molto difficile con il governo e gli attacchi di alcuni media alla mia famiglia, una situazione dannosa per la città”.

Non sono servite neanche le molte telefonate con cui Cialente ieri sera veniva invitato a recedere dal proposito.

A chiamarlo sono stati il presidente del Consiglio, Enrico Letta, e suo zio, l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta.

E ancora, il governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, l’ex ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che fu inviato del governo Monti nella gestione della ricostruzione, e gli abruzzesi Giovanni Legnini (Pd), sottosegretario alla presidenza del consiglio, e Luciano D’Alfonso, già sindaco di Pescara e probabile candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il centrosinistra.

Ma già in conferenza stampa Cialente era stato chiaro: “Neanche se Renzi e Letta me lo dovessero chiedere tornerò indietro!”.

LE REAZIONI

LEGNINI: ”CIALENTE CI RIPENSI, MA A GOVERNO CRITICHE INFONDATE”

“Piena solidarietà politica e personale a Massimo Cialente, persona e sindaco onesto che ha dato tutto se stesso alla causa della tragedia aquilana, ricevendo attacchi ingiustificati. Dobbiamo agire perché entro i prossimi 20 giorni sia messo nelle condizioni di riflettere sulla sua sofferta decisione, revocando le dimissioni e riprendendo il lavoro di cui ha urgente bisogno la città dell’Aquila”.

Lo afferma in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, che ieri a caldo non aveva voluto commentare la notizia.

“Il governo – spiega Legnini – ha fatto la sua parte in questi otto mesi, stanziando 1,8 miliardi di euro tutti impegnabili, garantendo i flussi finanziari per le attività in corso, sbloccando i 100 milioni destinati allo sviluppo, garantendo le risorse destinate ai bilanci dei Comuni, completando procedure e assunzioni per gli uffici speciali e prorogando i precari”.

Secondo il deputato chietino, “i fatti illeciti e corruttivi emersi in questi giorni, per i quali la magistratura deve andare fino in fondo, non faranno venir meno l’impegno del governo e del Parlamento. D’accordo con il sindaco e l’amministrazione aquilana, con Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli – ricorda – eravamo impegnati a individuare percorsi e soluzioni per ottenere i necessari ulteriori stanziamenti in tempo utile per non arrestare o rallentare il cronoprogramma della ricostruzione, anche assumendo iniziative in sede europea, con il pieno sostegno del governo che è stato infondatamente criticato”.

Il sottosegretario Legnini conclude affermando che “il governo Letta non ha lasciato e non lascerà mai soli gli aquilani e gli abruzzesi che hanno diritto alle risorse necessarie fino alla conclusione della difficile ricostruzione, che deve andare avanti speditamente, garantendo totale trasparenza e legalità”.

PATRONI GRIFFI: “RAMMARICO. CI RIPENSI, MA IMPEGNO CONTINUA”

“Prendiamo atto con rammarico delle dimissioni del sindaco Cialente che invitiamo a tornare sulle sue decisioni”.

Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del COnsiglio Filippo Patroni Griffi che ha assicurato che “in ogni caso, il governo proseguirà il suo impegno per L’Aquila, i suoi cittadini e la ricostruzione del dopo terremoto”.

MESSINA (IDV): “APRIREMO A L’AQUILA UN PRESIDIO PER LA LEGALITA'”

“Una lottizzazione senza scrupoli, quella che emerge dall’inchiesta sull’Aquila. I fari tornano ad accendersi sulla città non per risvolti positivi, come la sua ricostruzione, ma per appalti, soldi e giri di potere. Ecco allora che come Italia dei valori sentiamo la necessità di intervenire”.

Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale Idv, Ignazio Messina, annunciando che, “a seguito dei recenti sviluppi vergognosi, apriremo con il gruppo Idv dell’Aquila e il segretario regionale Alfonso Mascitelli un presidio di legalità”.

“Ilva, Casal di Principe, Lampedusa e L’Aquila sono le nostre priorità – prosegue – Sono punti importanti per lo sviluppo del Paese e per riportare un modello di società sano e pulito”.

Per Messina, “L’Aquila è abbandonata e vittima del malaffare e di chi ha pensato di lucrare sulla tragedia. Ci sono precise responsabilità politiche che pendono sull’intera vicenda e che devono venire alla luce – attacca – come esempio che chi sbaglia paga anche nel nostro Paese”.

“Intanto i cittadini aspettano di poter rivivere la loro città. Noi ci impegneremo affinché questo sia possibile e cercheremo di far capire al governo che si tratta di una priorità nazionale. È passato troppo tempo dalle promesse”, conclude.

SGARBI: “DIMISSIONI INEVITABILI”

“Le dimissioni di Massimo Cialente erano inevitabili”.

Così Vittorio Sgarbi ha commentato le dimissioni del sindaco dell’Aquila a Isernia, a margine della presentazione del suo ultimo libro “Il Tesoro d’Italia”.

“Se, con il vice sindaco, la Giunta all’Aquila è in quelle condizioni, anche ammesso che i magistrati abbiano esagerato – ha affermato – il sindaco è in qualche modo responsabile delle deleghe che ha dato. Bene ha fatto a dimettersi”.

LE DEMOCRATICHE: “CIALENTE RITIRI LE DIMISSIONI”

Arriva il primo invito formale a restare in sella al sindaco dell’Aquila dimissionario, Massimo Cialente: è delle Democratiche.

Gilda Panella, coordinatrice provinciale, interviene in una nota spiegando che “le democratiche chiedono con forza al sindaco di tornare sui suoi passi. Comprendiamo – dichiara la portavoce – la rabbia determinata dalla mancanza di fondi destinati alla ricostruzione e l’amarezza per i recenti avvenimenti che, è comunque bene sottolineare, non coinvolgono direttamente né il sindaco né la stragrande maggioranza della Giunta; persone per bene e capaci chiamate, da anni, ad affrontare una condizione straordinariamente complessa”.

“Riteniamo inaccettabile e gravissima la campagna mediatica di disinformazione, una vera e propria macchina del fango, messa in moto ai danni della nostra città che altro risultato non otterrà se non il bloccarsi della ricostruzione – attacca la Panella – A chi è utile la morte dell’Aquila? Di certo non agli aquilani, decine di migliaia di persone che hanno deciso di restare e affrontare con forza, coraggio e amore tutti gli enormi disagi legati al post-sisma”.

“Auspichiamo quindi un atto di ritrovata forza e serenità da parte del sindaco e della Giunta per proseguire nell’impegnativo percorso della ricostruzione – sostiene – troppo tempo è andato perduto nella fase commissariale, quando l’allora commissario Chiodi dimostrò assoluta incapacità e determinò di fatto l’arenarsi del processo di rinascità dell’Aquila”.

“Oggi, è sotto gli occhi di tutti, il meccanismo della ricostruzione è in moto, i cantieri si contano in gran quantità e gli aquilani possono tornare a credere nel futuro. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci alla morte dell’Aquila, né ora, ne mai”, conclude.