L’AQUILA – Una “perdurante e pressante campagna, portata avanti da alcuni mass media” con “finalità immorali”: per questo l’ex vice sindaco dell’Aquila Roberto Riga, indagato nell’inchiesta su tangenti e appalti post-sisma, ha rassegnato le sue dimissioni, come si legge nella lettera recapitata al primo cittadino, Massimo Cialente.

“Non posso consentire la paralisi del mio ufficio né dare alibi per eventuali mancati arrivi di ulteriori finanziamenti – scrive Riga – Infatti, non posso immaginare e non voglio in alcun modo che l’opera di ricostruzione della città, già avviata, possa subire alcun tipo di rallentamento”.

La lettera, tra l’altro, è arrivata più o meno nello stesso momento in cui, per sistemare alcune necessità formali, Cialente andando per le spicce aveva già rimosso Riga con un decreto.

LA LETTERA COMPLETA

Caro signor sindaco,
come le avevo anticipato per le vie brevi e come dichiarato nella conferenza stampa di mercoledì 8, è con profondo rammarico che le formalizzo le mie dimissioni da assessore e vice sindaco, decisione maturata a seguito dei noti eventi giudiziari che mi hanno inaspettatamente interessato.

Ho avuto modo di constatare la perdurante e pressante campagna, portata avanti da alcuni mass media nei confronti della mia persona; campagna che, a mio modesto avviso, potrebbe avere ripercussioni sull’intero operato dell’immagine della Giunta comunale e su tutte le attività, penso alla ricostruzione della mia amata città, che sono tutt’ora in corso.

Non posso consentire che soggetti mossi da finalità immorali possano strumentalizzare la mia vicenda giudiziaria.

Non posso consentire la paralisi del mio ufficio né dare alibi per eventuali mancati arrivi di ulteriori finanziamenti. Infatti, non posso immaginare e non voglio in alcun modo che l’opera di ricostruzione della città, già avviata, possa subire alcun tipo di rallentamento.

La città e i cittadini di L’Aquila in primis! Questo è sempre stato il mio motto e con questo spirito ho sempre lavorato con assoluta onesta e profonda umiltà.

Non posso immaginare altresì di arrecare ulteriore danno alla mia famiglia, alla quale ho sempre sottratto del tempo prezioso per il bene di tutta la comunità aquilana.

Per queste motivazioni, contrariamente da quanto ritenuto da altri colleghi, ho maturato la decisione di rassegnare le dimissioni da assessore e vice sindaco, ben conscio di poter fornire nelle opportune sedi giudiziarie i doverosi chiarimenti.

Grato della fiducia a suo tempo accordatami e confidando nel suo apprezzamento per l’attività da me svolta con impegno e disinteresse quotidiani, le porgo ossequiosi saluti.